Nuovo studio lega alcune nanoparticella utilizzate nel vaccino a mRNA alle metastasi tumorali nei topi. Nell’uomo?
Pubblicato sulla rivista Nano Today (volume 69, 2026) da Elsevierm un articolo accademico
dal titolo “La nanoparticella lipidica utilizzata nel vaccino a mRNA promuove le metastasi tumorali nel modello murino tramite l’attivazione dei neutrofili indotta da mtDNA e la NETOSI”.
Le nanoparticelle lipidiche (LNP) svolgono un ruolo cruciale come sistemi di somministrazione per i vaccini a mRNA, ma i loro effetti immunomodulatori non sono ancora del tutto compresi, come per altro gli effetti di molte altre nanoparticelle utilizzate in altri ambiti che poi finiscono nell’ambiente.
I ricercatori hanno dimostrato che nei modelli murini (topi) la somministrazione di LNP, inducendo una risposta infiammatoria sistemica, promuove le metastasi tumorali.
Il meccanismo d’azione è quello per cui l’iniezione di LNP ha scatenato un accumulo acuto di neutrofili nei polmoni, guidato dal rilascio di DNA mitocondriale (mtDNA) dalle cellule muscolari andate in necrosi nel sito di iniezione. Questo processo ha portato alla formazione di trappole extracellulari dei neutrofili (NET), facilitando la creazione di una nicchia pro-metastatica.
Lo studio conclude sottolineando la necessità di perfezionare la formulazione delle LNP per mitigare l’attivazione immunitaria non intenzionale, pur preservandone l’efficacia come trasportatori di vaccini, in particolare per lo sviluppo di terapie a base di mRNA in ambito oncologico. Nell’oncologia non è una novità utilizzare sostanze cancerogene presumibilmente per curare il cancro.
Da notare che i numerosi ricercatori coinvolti (tra cui Binhan Wang, Ying Hao e Xiawei Wei) sono affiliati principalmente ai dipartimenti e ai laboratori di ricerca del West China Hospital presso la Sichuan University, a Chengdu, in Cina,
Ed è da sapere che i vaccini anti-COVID cinesi più diffusi durante la pandemia (come Sinovac e Sinopharm) non erano a mRNA, ma utilizzavano la tecnologia tradizionale a virus inattivato, e tuttavia, a marzo 2023, le autorità locali hanno approvato per l’uso emergenziale il primo vaccino a mRNA sviluppato a livello nazionale, prodotto dal gruppo farmaceutico CSPC.
Di conseguenza, in linea con le autorità cinesi, non si può escludere che vi sia timore o un conflitto di interessi nel non rifiutare categoricamente queste composizioni dato che non si sa cosa producono a medio lungo termine.
E adesso cosa dire ai molti vaccinati con molte dosi che scoprono di avere un cancro?
Come è stato possibile per l’occidente vaccinare miliardi di persone con vaccini che non sono stati sperimentati adeguatamente nemmeno sui topi? O invece lo si era fatto e lo si sapeva e lo si è taciuto appositamente dando credito alle teorie che vogliono in atto un depopolamento programmato secondo la dottrina dei transumanisti come Bill Gates?