| Sostanza |
Rischio Oncologico Evidenziato |
Contesto e Dettagli |
| Vitamina A (Retinolo / Beta-carotene) |
Aumento dell’incidenza e della mortalità per cancro ai polmoni e alla prostata. |
Particolarmente acuto nei soggetti a rischio (fumatori o esposti ad amianto) che assumono dosi massicce. |
| Vitamine B6 e B12 |
Maggiore rischio di cancro ai polmoni. |
Osservato negli uomini a seguito di un’integrazione continua per dieci anni. |
| Vitamina B9 (Acido folico) |
Aumento del rischio di cancro al colon. |
Rilevato nella popolazione anziana a seguito di programmi nazionali di arricchimento delle farine. |
| Vitamina E |
Aumento del rischio di cancro alla prostata. |
Evidenziato in uomini sani durante un’ampia sperimentazione clinica pluriennale. |
| Calcio |
Maggiore probabilità di morte per patologie tumorali. |
Associato esclusivamente all’assunzione tramite integratori in dosi superiori al limite tollerabile (oltre 2500 mg al giorno), non riscontrato tramite l’alimentazione. |
| Selenio |
Maggiore mortalità per cancro alla prostata. |
Rilevato in pazienti che assumevano quantità quasi triple rispetto alla dose giornaliera raccomandata (140 microgrammi al giorno). |
| Zinco |
Sviluppo di varianti letali o aggressive di cancro alla prostata. |
| Acidi grassi Omega-3 |
Aumento del rischio di cancro alla prostata di basso e alto grado. |
Correlato direttamente ai livelli ematici più elevati di acidi grassi polinsaturi a catena lunga. |
Rischi emergenti legati ad altre categorie
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Probiotici (Lattobacilli): Alterare la flora intestinale può avere conseguenze impreviste sul sistema immunitario. Sperimentazioni su animali hanno mostrato che una presenza eccessiva di lattobacilli può attivare specifici recettori nei macrofagi capaci di sopprimere le difese immunitarie contro le neoplasie, favorendo l’aumento della massa tumorale.
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Derivati della Nicotinamide (Precursori del NAD+): Spesso assunti per contrastare l’invecchiamento e aumentare l’energia cellulare. Poiché le cellule tumorali hanno un fabbisogno energetico enorme, fornire dall’esterno grandi quantità di precursori del NAD+ rischia di nutrire e agevolare la proliferazione di eventuali cellule maligne latenti.
I ricercatori concludono che l’uso prolungato di molecole concentrate in soggetti sani non è supportato da linee guida di prevenzione sicure e rischia di alterare delicati equilibri fisiologici, spingendo l’organismo verso l’oncogenesi, ossia può portare alcune cellule a diventare tumori e poi cancro . Viene sottolineata la necessità di ulteriori indagini cliniche sui danni a lungo termine di questi prodotti e sugli eccipienti.