7 Comments

  1. Solforio
    29 Dicembre 2013 @ 19:21

    L’opera architettonica si deve inserire nel contesto del paesaggio circostante sia per materiali, colori e stile, Frank Lloyd Wright con la “casa sulla cascata” docet.
    Senza nulla togliere alla creatività ,per la realizzazione di grandi opere con finanziamenti pubblici,sarebbe doveroso l’approvazione di un’apposita commissione di esperti,(architetti,ing.ri,storici e artisti di chiara fama).
    Personalmente lo trovo fuori luogo ma sicuramente elegante se fosse stato realizzato in una città con strutture moderne.

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  2. ibart
    23 Novembre 2008 @ 12:55

    non sono di venezia, ma mi è piaciuto l’articolo. 🙂

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  3. torige
    20 Ottobre 2008 @ 22:40

    Secondo me sei solo un povero comunista

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  4. Roberto Scano
    21 Agosto 2008 @ 06:51

    Segnalo un’iniziativa recente, con petizione:
    http://robertoscano.info/articoli/calatrava-a-venezia-doveroso-rinviare-inaugurazione/

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  5. raffaele
    1 Aprile 2008 @ 15:08

    Vi dò un’altra chicca su calatrava. Una delle sue più celebri opere, il Turning Torso a Malmo, è sì un grattacielo che ha fatto storia, poichè s’inerpica verso il cielo con una rotazione di 90°, ma ha creato dei problemi incredibili durante l’edificazione: infatti i pilastri che avrebbero dovuto sostenere l’estenuante torsione, si sono spezzati! capite spezzati. I committenti dell’ HSB (un’importantissima coperativa svedese) avevano affiancato allo studio di Calatrava uno staff d’ingegneri che si era opposto al progetto per la sua impossibilità costruttiva, però alla fine Calatrava ha avuto ragione, nel 1998 l’edificio è stato inaugurato,;ma a che prezzo: nei desideri della committenza (l’HSB è una coperativa popolare) si doveva costruire un grattacielo che offrisse lusso alle classi medie, ma i costi per sopperire agli errori di progettazione furono così alti che alla fine si costruirono solo appartamenti di lusso, per ricchissimi propietari e per tacere della classe media. L’amministratore delegato dell’HSB. Johnni Orback. fu costretto a dimettersi. L’operazione fu una catastrofe economica.
    Senza dover arrivare fino a Malmo in Svezia, basta viaggiare sulla A1 per vedere un altro progetto di Calatrava, il ponte di Reggio Emilia: l’opera esteticamete è meravigliosa, una perla che leviga il cuore,ma la sua funzionalità è alquanto spiazzante: le sue corsie sono strettissime, e in più non c’è corsia d’emergenza, quindi se un ‘auto va in panne, si fema tutta la circolazione.
    L’unica nota positiva è che in Svezia chi ha sbagliato ha avuto il buon senso di dimettersi. Anche se ho grande stima e rispetto per Cacciari, credo che questa volta l’abbia combinata veramente grossa.

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  6. antonio
    22 Gennaio 2008 @ 14:54

    Ciao Loris,
    cosa vuoi che ti dica:
    1) è stato progettato da un architetto;
    2) comunello;
    3) di importazione.
    Cerchiami di capirci:
    1) gli architetti saranno bravissimi a disegnare e definire gli aspetti ‘artistici’ di una struttura, am è ridicolo che gli diano la possibilità di progettarla;
    2) sugli aspetti politi della questione credo che tu sia stato abbastanza esaustivo;
    3) ma come, in Italia ci mancano gli architetti? e nessuno sarebbe stato in grado di disegnare e progettare lo stesso scempio? ma dai….

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  7. paolodilautreamont
    20 Gennaio 2008 @ 00:20

    Assolutamente pazzesco. Sono convinto che Cacciari sia tanto supponente quanto incapace. Sa vendere bene il proprio fumo, questo sì…
    Potremo salvare il territorio solo avviando un decennio di costruzioni ferme a oggi. Se si costruisce da una parte si deve smantellare dall’altra. Per ovviare al danno al settore edile sarebbe il caso di rifare tutti gli orrori di questi decenni e ristrutturare al massimo. Altrimenti tra un secolo chiudiamo.

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