11 Bemerkungen

  1. renzo
    29 April 2009 @ 16:21

    Gent. Palmerini, come dice bene Rosito, ci dia le fonti o metta copia dei documenti, di porcate in politica se ne fanno in continuazione avrei piacere che quello che dice non fosse vero.
    Ingiustizie e soprusi restano scolpiti nell’animo delle persone e trasmessi a figli, nicht’ il caso di fomentare altro odio non giustificato.
    ———————————————-
    Ecco alcuni documenti

    Ecco alcuni documenti

    die 25 aprile non è una data condivisa perché è un falso

    10 Februar – Diese Juden, die im Namen der italienischen Rasse aus Istrien deportiert wurden

    Sulle foibe un documento scioccante che svela segreti di Stato inconfessabili

    sui crimini comunisti in Dalmatia

    Zum kommunistischen Projekt und zur Annexion von Friaul und Venetien durch Togliatti an Jugoslawien vgl
    Volevano la Repubblica Jugoslava nel Nord Italia, ovvero la balla della liberazione
    Die Juden aus Istrien im Namen der italienischen Rasse abgeschoben

    Der Nachweis, dass das Referendum 1946 es ist null

    die 25 aprile non è una data condivisa perché è un falso

    Inoltre in questi giorni (29 aprilre 2009) History Channel sta confermando la tentata (e fallita) realizzazione delle Repubblica Socialista da parte dei Comunisti

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  2. Paolo Della Sala
    29 April 2009 @ 10:54

    Citato e linkato sul mio blog.

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  3. Francesco Rosito
    29 April 2009 @ 10:20

    Mi ha molto interessato e incuriosito la Sua informazione sulla resistenza nelle Venezie. La pregherei, per potermi
    documentare, di fornirmi le indicazioni per arrivare alle sorgenti delle Sue informazioni. La ringrazio sentitamente
    Rosito

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  4. Lebrun-Piaser
    27 April 2009 @ 12:34

    E tempo avvertire i media stranieri, perchè questa pagina di storia DEVE essere conosciuta !
    Sarebbe molto interessante pubblicare questi documentiChe potranno svegliare i Veneti e la loro voglia di indipendenza ! E dare una riposta alla gente che nega questo fatto
    Esiste attualmente una tendenza storica slovena che affirma che i Veneti ed i Sloveni hanno una stessa origineMa questo mi pare sopratutto essere l’utilisazzione della storia a fine politica

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  5. AM
    25 April 2009 @ 20:51

    È proprio vero, “non si può chiedere tutto”, beispielsweise, scrivere correttamente prima di correggere gli altrui scritti: “……..(visto che da quello che riversi……)“.

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  6. Mirko
    25 April 2009 @ 12:22

    E quindi il Governo Italiano si sarebbe accordato con Tito perchè il nord-est passasse sotto la Jugoslavia perdendo di fatto una parte del paese?
    Quello stesso governo che non vedeva di buon occhio proprio la resistenza perchè temeva un’avanzata delpericolo rossoproprio come stava succedendo in Jugoslavia?
    E tutto questo con l’accordo delle forze opposte ai comunisti e cioè liberali e democratici?

    Ma è credibile tutto questo?

    Credo che i veneti abbiano bisogno di ben altro rispetto a fantasiose ricostruzioni del passato che vedono complotti in ogni momento della storia.

    Ho apprezzato e continuerò ad apprezzare la Sua azione e leggerò con attenzione i Suoi scritti ma mi permetta di dirLe che quest’ultimo mi fa proprio sorridere. Da quanto si legge sembra che il governo italiano si sia adoperato per perdere una parte della nazione (che vantaggio ne avrebbe avuto?) per darla ai comunisti con l’appoggio di quelle forze politiche (con quale vantaggio anche in questo caso?) che con i comunisti non andavano d’accordo neppure durante la guerra.

    Che nelle idee di molti comunisti la lotta la nazi-fascismo fosse associata alla rivoluzione in stile sovietico è assodato. Ma andare oltre per trovare un complotto generale contro i veneti….bè, mi pare poco logico.

    Chiudo dicendo che affermare che nelle venezia la resistenza non ci fu è una grave mancanza di rispetto verso coloro che, provenienti dalla nostra terra, hanno perso la vita o dei familiari per quella stessa resistenza. Hanno lottato persone delle più svariate idee politiche ed è grave che il fenomeno della resistenza sia stato fatto proprio dai partiti comunisti all’indomani della guerra ma negarla come fa Lei è ancora più crudele.

    herzlich

    Mirko Valerio

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  7. marcosan
    25 April 2009 @ 07:20

    Il commento che segue proviene dall’ ADRESSE arturocelhoduro@libero.it das gibt es nicht

    Liebe Loris, sono capitato inavvertitamente sul tuo sito, d’altra parte un podi responsabilità è tua, visto che mi inondi la casella postale dei link alle tue preziosissime considerazioni. Avendo quindi avuto l’occasione di leggere un paio diarticoli”, mi sento in tutta coscienza di consigliarti: 1. di imparare a scrivere (non parlo da un punto di vista stilistico, ma semplicemente ortografico e grammaticale, ché non si può chiederti tutto); 2. di imparare a leggere (visto che da quello che riversi sul tuo blog si può dedurre che le tuefontisiano libretti per camicie verdi in fasce, die “in fascio”, se mi consenti il gioco di parole, in ogni caso opuscoli piuttosto fantasiosi e illustrati con grandi figure colorate, disegnate apposta per suscitare qualche moto d’orgoglio in cuori di per sè timidi e spauriti, einige’ fragili).
    Comunque sia, mi sento anche di rassicurati: vedrai che tra qualche anno, wir sagen,, quando sarai in età scolare, ti sarai dimenticato di queste tue esibizioni infantili come ci si dimentica di avere, in spiaggia davanti a tutti, mostrato il pipino.

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  8. Gino Pieri
    24 April 2009 @ 19:49

    Lieber Palmerini,
    Ringrazio per queste informazioni finora a me sconosciute, realmente una porcata e um tradimento.
    Affermi che il progetto falli, a me sembra invece che non fu un completo fallimento visto che l´Istria passó alla Jugoslavia.
    Saluti carissimi
    VIVA LE VENEZIE< VIVA L´ITALIA

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  9. Carmine Colacino
    24 April 2009 @ 18:57

    Grazie a Palmerini per rendere disponibili queste informazioni, è ovvio che la resistenza cosí come non è patrimonio delle Venetie non lo è neanche del Sud Italia, che grazie all’occupazione alleata (o a movimenti spontanei di popolo, sehen 4 giornate di Napoli) si era già liberata dall’occupazione tedesca. Purtroppo si tratta di un altro di quei miti cosiddetti “national” ma che in effetti rappresentano la storia di solo una parte delle popolazioni della penisola. La gloriosa storia veneta è negata, cosí come lo è quella napoletana (e siciliana), a favore di parti della penisola spesso con storie molto meno illustriquesto deve cambiare e l’informazione di Palmerini va certamente nella giusta direzione.
    Una notaalla notala flotta di Lepanto era costituita nel suo grosso da veneti (109 galee) e spagnoli (80 galee), molto meno rappresentate (una ventina di galee in totale) TOSKANA, Genua, Malta, la Savoia, etc.). Come truppe, stattdessen, prevalevano quelle spagnole, anche se quelle venete erano di eccezionale valore. Delle forze spagnole però facevano parte integrante Napoli, la Sicilia e altre nazionalità all’epoca sotto la corona delle Spagne (come si diceva all’epoca) quindi l’occidente fu salvato dalla Serenissima e dalle Spagne, viva quindi San Marco, per primo, ma anche viva le Spagne, viva Napoli e la Sicilia.

    Antwort

  10. GIANCARLO - Verona
    24 April 2009 @ 17:07

    Non posso che essere d’accordo con quanto scritto dall’amico PALMERINI.
    Sì siamo già in tanti e lo saremo sempre di più proprio a causa della pervicacia con cui le autorità centrali continuano a proponarci feste fasulle, falsi miti e storie truccate per essere benevoli. Napolitano poi lo vedo come il fumo negl’occhi e mi chiedo come questa classe politica sappia continuamente rigenerarsi,convertirsi e proprio come i camaleonti cambiare continuamente pelle, con simboli idioti che non somigliano proprio alle loro politiche demenziali, catastrofiche e politicamente vecchie e stantie.
    L’unico vessillo degno di questo nome è quello della Serenissima Repubblica Veneta che insegnò a quasi tutto il mondo allora pieno di monarchie come si può governare bene un popolo e durare ben 1.100 anni e salvare con la battaglia di LEPANTO il mondo occidentale.
    manco un grazieanzi bisogna dimenticare perchè altrimenti…….
    Altrimenti Signori miei i tempi sono maturi e verrà il giorno che i Veneti si sveglieranno un giorno pensandola alla stessa maniera ed allora sarà la fine dell’occupazione italiana.
    ES LEBE SAN MARCO
    LANG LEBE DIE SERENISSIMA

    P. S. per chi leggese e non capisse…….vada a studiarsi bene la storia.

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    • pietro
      25 April 2010 @ 19:20

      Gentile SIGNOR PALMERINI,
      Ho letto con molta attenzione e sincero dolore la sua comunicazionestorica”. Le cose che vengono affermate sono gravissime e necessitano di una documentazione di appoggio che testimonino in modo assolutamente e incontrovertibile di quanto da lei affermato. (intendo che non basta il sentito dire) anche perché pone in essere una sorta di tentativo di far leggere la realtà solo da una parte dell’orizzonte mentre la caratteristica di uno storico mi risulta debba essere quella di analizzare una esperienza secondo tute le ottiche e lepartiche tale esperienza hanno animato .
      Personalmente ho la mia esperienza personale e familiare legata alla esperienza partigiana cattolica (soprattutto) e socialista nel nostro veneto che per fortuna non corrisponde assolutamente a quanto espresso da Lei.
      Mi riprometto di pubblicare sul suo sito resoconto delle testimonianze che parenti ed amici mi raccontavano quando ero piccolo e dei quali ricordo abbastanza bene luoghi situazioni e persone coinvolte. Così da allargare il quadro del momento difficile che l’Italia visse specie nel nord per liberarsi dall’irriducibile crudele nemico.
      Le città del veneto si sono sempre riempite di bandiere italiane in questa ricorrenza così importanteè bello che ci sia anche la bandiera di San Marco… sicher.
      Con questo non mi permetto di dire che è falso ci mancherebbe ma i racconti che porto nella memoria sono per me parte di storia realmente vissuta.
      nell’attesa di vedere pubblicati i documenti.
      Saluto cordialmente.
      Augurandole buon onomastico a tutti i Marco!
      W l’Italia e W il nostro Veneto!
      Pietro

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Wenn das Gericht uns erlauben würde, auf dem Tisch zu sein, wäre im Wesentlichen die ganze Impffrage