{"id":4292,"date":"2016-11-28T15:08:17","date_gmt":"2016-11-28T14:08:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.palmerini.net\/blog\/?p=4292"},"modified":"2016-12-01T17:18:30","modified_gmt":"2016-12-01T16:18:30","slug":"domani-a-venezia-si-decide-leuropa-che-vogliamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/domani-a-venezia-si-decide-leuropa-che-vogliamo\/","title":{"rendered":"A Venezia il Consiglio regionale decide l&#8217;Europa che vogliono"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.google.it\/url?sa=i&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=imgres&amp;cd=&amp;ved=0ahUKEwjOsv7f0MvQAhUD0hoKHQ_VBwYQjRwIBw&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.eastjournal.net%2Farchives%2F22703&amp;psig=AFQjCNHZejS7u8rpCf_lT7lqqG8Qf3psWw&amp;ust=1480428680767373\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4295\" src=\"http:\/\/www.palmerini.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/europa-popoli1-300x214.jpg\" alt=\"europa-popoli1\" width=\"300\" height=\"214\" srcset=\"https:\/\/palmerini.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/europa-popoli1-300x214.jpg 300w, https:\/\/palmerini.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/europa-popoli1-600x428.jpg 600w, https:\/\/palmerini.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/europa-popoli1.jpg 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Con l&#8217;entrata in vigore del trattato di Lisbona nel 2009 l&#8217;Unione Europea \u00e8 diventata pi\u00f9 forte, capace di sottoscrive patti vincolanti come il CETA.<br \/>\nUna rivoluzione giuridica quella del 2009 che ha visto gli stati sempre meno indipendenti e sempre pi\u00f9 ridotti al rango di stati federati, anche se ancora con il diritto di &#8220;exit&#8221;.<\/p>\n<p>I vincoli sempre pi\u00f9 stringenti e il ruolo del governo europeo, a forte tendenza tedesca, ha portato alla rinascita dei nazionalismi, che per ora vengono domati, ma che rischiano di far saltare il coperchio.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 era stato previsto, per cui i trattati hanno anche resa pi\u00f9 facile la migrazione delle persone e una valvola di compensazione per le identit\u00e0 storiche minori, alle quali vengono riconosciuti i diritti che spesso gli Stati dell&#8217;unione, di nascita ottocentesca, negano per non implodere.<\/p>\n<p>L&#8217;articolo 6 del Trattato se Lisbona infatti<!--more--> ha reso prevalenti le norme del Consiglio d&#8217;Europa,le norme sui diritti umani sono prevalenti su tutto, sull&#8217;Unione e sugli Stati membri.<\/p>\n<p>Un esempio \u00e8 stato il divieto di imposizione del crocifisso, un altro il riconoscimento del matrimonio omosessuale, e presto toccher\u00e0 all&#8217;imposizione dell&#8217;insegnamento delle lingue regionali nelle scuole. E non chiamiamo &#8220;dialetto&#8221; le lingue regionali, \u00e8 sbagliato per il trattato.<br \/>\nHo pubblicato nel mio sito un approfondimento su questo tema, ma in sostanza chi \u00e8 contrario all&#8217;insegnamento a scuola e nelle universit\u00e0 delle lingue storiche \u00e8 contrario all&#8217;Europa dei diritti umani, ed \u00e8 antistorico. Chi \u00e8 contrario non vuole il bene dei bambini, perch\u00e9 non solo hanno il diritto legale di imparare la lingua dei nonni per la Convenzione sui fanciulli, ma soprattutto traggono molto beneficio dall&#8217;insegnamento della lingua regionale e dal multilinguismo, anche in termini di apertura al diverso. Lo ha ben ribadito anche la dott.ssa Beltrame, direttrice dell&#8217;Ufficio scolastico regionale del Veneto.<\/p>\n<p>Chi \u00e8 contrario all&#8217;insegnamento a scuola della L2 nativa fa una battaglia di retroguardia, con un&#8217;idea superata dai tempi e dalle conoscenze scientifiche. I giornali come il Corriere e la Repubblica hanno ben incarnato questa ideologia vetusta, imbastendo una battaglia sul nulla che ha dimostrato la loro ignoranza della materia.<\/p>\n<p>Per mascherare l&#8217;oggetto del PDL 116 che si vota a Venezia hanno fatto leva su dei preconcetti che negano i diritti umani, dimostrando la volont\u00e0 di fare male alla cultura e al futuro dell&#8217;Europa e dell&#8217;Italia. E naturalmente senza dare possibilit\u00e0 di replica, dimostrando di vivere in regime di monopolio e solo perch\u00e9 finanziati da uno stato che li usa come mezzi di plagio (altrimenti gli toglierebbe i finanziamenti). Se questo \u00e8 lo stato che noi dobbiamo amare, io non lo far\u00f2, voglio un paese democratico, dove la stampa non sia falsa e serva di interessi che sfruttano i popoli a danno dei diritti umani.<\/p>\n<p>Come riportato dal sindaco Szumski, quello che l&#8217;Italia versa all&#8217;Europa annualmente, circa 21 miliardi di Euro, in realt\u00e0 \u00e8 quanto il Veneto versa dall&#8217;Italia. Senza il Veneto, l&#8217;Europa morirebbe seppellita dalle carte. E senza il Lombardo-Veneto anche la Germania dovrebbe fare i compiti.<\/p>\n<p>Nessuno sta parlando ora di uscire dall&#8217;Europa, ma in realt\u00e0 di portarla a compimento, di farla l&#8217;Europa campione dei diritti umani rispettosa della propria ricchezza. Ed in particolare si parla domani dei Veneti, uno dei popoli pi\u00f9 antichi e fondatori della civilt\u00e0 europea.<\/p>\n<p>A Venezia marted\u00ec si discuter\u00e0 di questo, ossia del nuovo futuro assetto europeo che adottiamo, con o senza l&#8217;Italia.<\/p>\n<p>Se il PDL 116 verr\u00e0 approvato i veneti vedranno progressivamente attuare una gestione similare al sud Tirolo, in base alle richieste dei comuni.<\/p>\n<p>Saranno i comuni e gli enti pubblici ad accede ai fondi, senza intermediari, dar\u00e0 loro modo di avere significativi contributi per il personale amministrativo e per i compiti da svolgere. Questo non solo in tutte nelle amministrazioni locali, ma anche per il tribunale e gli enti statali.<\/p>\n<p>Dunque se approvato il PDL 116 render\u00e0 pi\u00f9 efficiente e veloce la macchina amministrativa e della giustizia, il Sud Tirolo dimostra che \u00e8 completamente infondato che la legge determiner\u00e0 un aumento di burocrazia.<\/p>\n<p>Il PDL 116 inoltre richiama la norma Carta sull&#8217;autonomia degli enti locali per la quale essi non possono essere impediti dallo spendere i propri soldi che hanno in cassa. E&#8217; un vincolo di bilancio questo che \u00e8 stato imposto illegalmente dal governo italiano e che ha danneggiato gravemente l&#8217;economica e la socialit\u00e0. Se si vogliono tagliare gli sperperi non si debbono danneggiare le amministrazioni efficienti ma si devono commissariare gli enti spreconi, e si pu\u00f2.<\/p>\n<p>L&#8217;approvazione del PDL 116, riconoscendo ai veneti capacit\u00e0 di autogoverno come quelle riconosciute alle popolazioni del Sud Tirolo\/Alto Adige, aprir\u00e0 le porte ad un futuro oggi escluso ai veneti e che far\u00e0 sparire cattive gestioni come quelle degli hot spot.<\/p>\n<p>E finalmente la finiremo con il razzismo contro i veneti, che impunemente si possono chiamare ubriaconi atavici. Come mai la stampa non ha condannato l&#8217;assoluzione di Toscani? Se si mette insieme questo con la contemporanea negazione della cultura e identit\u00e0 veneta, e inoltre la volont\u00e0 di insegnare a scuola un&#8217;altra lingua come il rumeno o il cinese o l&#8217;arabo, si vede chiaramente che si nega ai veneti il diritto umano di coltivare la propria identit\u00e0. Come mai questo non viene etichettato come razzismo?<\/p>\n<p>E&#8217; esattamente il contrario, \u00e8 razzismo negare l&#8217;identit\u00e0 e la storia e la lingua dei veneti, e lo dicono le convenzioni che l&#8217;Italia ha sottoscritto. Anzi, proprio la Convenzione europea di cui si chiede l&#8217;applicazione vieta questa negazione di diritti.<\/p>\n<p>La Regione Veneto ha in questo momento per costituzione il titolo esclusivo di parlare su questo tema, la competenza esclusiva, e deve parlare in nome dello Stato. Se il consiglio regionale dir\u00e0 no al PDL 116 si sar\u00e0 data la dimostrazione giuridica della negazione dei diritti dell&#8217;uomo ai veneti, della loro assimilazione forzata, e chiaramente diventer\u00e0 un elemento di potente rafforzamento delle istanze indipendentiste.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 marted\u00ec 29 a Venezia si decide dell&#8217;Italia, il Consiglio regionale in nome dell&#8217;Italia dovr\u00e0 decidere se riconoscere i diritti umani ai veneti, al netto del fatto che le lingue regionali verranno comunque insegnate in tutt&#8217;Italia. Se verr\u00e0 approvato il PDL 116, l&#8217;Italia tutta dovr\u00e0 trovare il modo di tagliare gli sprechi per lasciare maggiori risorse ai veneti, per cui verr\u00e0 meno il denaro dei veneti che oggi viene gettato nelle mafie locali, nella la maggiore evasione fiscale di altri territorio (il Veneto evade meno di tutti). Il governo sar\u00e0 costretto necessariamente a combatterle.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 riconoscere i diritti umani ai veneti far\u00e0 del bene all&#8217;Italia e all&#8217;Europa che ha negli statuti i diritti umani prevalenti.<\/p>\n<p>Votare S\u00ec al PDL 116 \u00e8 volere il bene dell&#8217;Italia e dei veneti.<\/p>\n<p>Se invece il Consiglio Regionale, in nome dell&#8217;Italia, decider\u00e0 di non riconoscere i diritti umani di minoranza ai veneti, allora il Veneto continuer\u00e0 nel binario di decadenza che ha da tempo intrapreso. Una decadenza che \u00e8 anche progressivo distaccamento ideale dallo Stato Italiano, con un indipendentismo che nei sondaggi \u00e8 maggioritario ed elettoralmente ha dato il governo della regione alla Lega Nord e alla lista Zaia.<\/p>\n<p>E&#8217; naturale che se mancheranno le risposte, poich\u00e9 nessuno Stato razzista merita di essere amato, per sopravvivere i veneti saranno costretti ad una strada alternativa, e non sar\u00e0 l&#8217;emigrazione, non c&#8217;\u00e8 nessun paradiso dove andare.<\/p>\n<p>Chi \u00e8 contro al futuro di diritti umani e di legalit\u00e0 che \u00e8 stato richiesto da sette comuni, non solo non ama i veneti ed il territorio, ma non ama la vita, rappresenta qualche cosa di spiritualmente e culturalmente morto, che verr\u00e0 comunque superato dalla cronaca.<\/p>\n<p>Nonostante oggi la cronaca a tutta evidenza sia di fatto controllato da qualche personaggio razzista.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Aggiornamento del 1 dicembre. Il giorno 29 novembre il Consiglio Regionale Veneto\u00a0ha cominciato la\u00a0discussione del PDL 116, da me scritto, e presentato da 4 comuni (pi\u00f9 altri 3) per far riconoscere i diritti di minoranza nazionale al popolo veneto. C&#8217;\u00e8 stato un attacco alla mia persona, e all&#8217;Istituto Lingua Veneta che era indicato al punto 3, peccato che l&#8217;articolo era gi\u00e0 stato riformato ed \u00e8 sparito\u00a0del tutto lasciando lo spazio ad un &#8220;agglomerato&#8221; di associazioni.<\/p>\n<p>Il\u00a0PD ha attuato un ostruzionismo totale, con emendamenti inutili e basati sul vecchio testo, e parlando sempre di lingua come indicato dai giornali, che c&#8217;entra solo marginalmente. L&#8217;ostruzionismo \u00e8 durato ore, fino ad esaurire la pazienza di Forza Italia e Fratelli di Italia che stavano in aula solo per non far mancare il numero legale avendo dichiarato di\u00a0votare contro. La seduta \u00e8 stata sospesa alle 19.50 e si riprender\u00e0 forse la settimana prossima, quando il referendum potrebbe aver deciso che la costituzione va cambiata. Il PD del Veneto e anche altri movimenti hanno dimostrato disprezzo per l&#8217;identit\u00e0 e la storia e la lingua dei veneti. In campagna elettorale a Moretti chiedeva i voti\u00a0\u00a0\u00a0flirtando con il Serenissimo Franco Rocchetta. Impossibile fidarsi per lustri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l&#8217;entrata in vigore del trattato di Lisbona nel 2009 l&#8217;Unione Europea \u00e8 diventata pi\u00f9 forte, capace di sottoscrive patti vincolanti come il CETA. Una rivoluzione giuridica quella del 2009 che ha visto gli stati sempre meno indipendenti e sempre pi\u00f9 ridotti al rango di stati federati, anche se ancora con il diritto di &#8220;exit&#8221;. 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