{"id":354,"date":"2009-04-20T11:02:02","date_gmt":"2009-04-20T10:02:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.palmerini.net\/blog\/?p=354"},"modified":"2009-04-20T11:04:57","modified_gmt":"2009-04-20T10:04:57","slug":"la-falsificazione-e-il-riciclo-delle-firme-in-materia-elettorale-ora-porta-al-carcere-ma-non-la-casta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/la-falsificazione-e-il-riciclo-delle-firme-in-materia-elettorale-ora-porta-al-carcere-ma-non-la-casta\/","title":{"rendered":"La falsificazione e il riciclo delle firme in materia elettorale ora porta al carcere, ma non la casta."},"content":{"rendered":"<p>Per presentare un candidato sindaco, o per la provincia, occorre presentare, insieme alla lista dei consiglieri, anche un certo numero di firme di sottoscrizione,\u00a0 firmata da cittadini elettori del comune o della provincia, le cosiddette liste di sottoscrizione. Il numero delle firme necessarie varia a seconda della dimensione del comune, della provincia e della regione.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-355\" title=\"2006_italian_pollbox\" src=\"http:\/\/www.palmerini.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/2006_italian_pollbox-300x275.jpg\" alt=\"2006_italian_pollbox\" width=\"361\" height=\"330\" \/><\/p>\n<p>Per una provincia come Padova ci vogliono 500 firme, ma meglio 600 per essere sicuri di quelle non corrette.<\/p>\n<p>Per un comune come Padova ci vogliono 350 firme, ma meglio 400 per essere sicuri di quelle non corrette.<\/p>\n<p>Sembrano poche, ma nella pratica in un giorno di piazza si riescono a raccogliere mediamente 15 firme, ed ecco che occorrono 40 giorni di lavoro per adempiere a questo impegno per una provincia, pi\u00f9 i giorni\u00a0 necessari alla preparazione burocratica, come richieste di permessi, scartoffie varie, incontri con i candidati, preparazione di volantini, manifesti ecc ecc.<\/p>\n<p>E&#8217; un procedimento molto gravoso, che\u00a0 richiede una squadra di persone molto numerosa ed attiva, molto tempo dedicato, insomma un investimento di molte migliaia di euro, con la necessit\u00e0 che i coordinatori restino\u00a0 assenti dal lavoro per pi\u00f9 settimane, oltre a trascurare la vita famigliare.<\/p>\n<p>Le aziende private inferiori ai 15 dipendenti, che sono quelle che fanno il 90% del prodotto italiano, semplicemente\u00a0 non possono restare senza un dipendente per 2 o 3 mesi quanti sono quelli richiesti per la candidatura, e di conseguenza tendono a licenziare gli attivisti politici.<\/p>\n<p>Mentre invece gli impiegati pubblici, i sindacalisti e altri soggetti possano assentarsi dal lavoro per lungo tempo senza venire licenziati, come per altro certi avvocati e categorie speciali. Di fatto insomma questi ultimi vengono di fatto privilegiati nella partecipazione elettorale, ed ecco perch\u00e9\u00a0 di fatto si \u00e8 venuta a creare una casta politica sconnessa dalla societ\u00e0 reale fatta di statalisti e di grandi imprenditori, che di fatto per altro si odiano fra di loro con continua inutilebattaglia politica lontana dai cittadini.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 di fatto rende impossibile la partecipazione di chi lavora nel privato e della sua classe media produttiva, perch\u00e9 per la campagna elettorale il lavoratore (autonomo o dipendente) dovrebbe assentarsi dal lavoro ben pi\u00f9 delle ferie annuali, e insomma questi impedimenti\u00a0 escludono questi cittadini dall&#8217;essere soggetti attivi in una democrazia violando la costituzione.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 che esiste un forte sindacato dei grossi industriali, un grosso sindacato statalista, e nessuna rappresentanza delle Piccole e Medie Imprese e dei suoi lavoratori che sono gli unici a produrre reddito!<\/p>\n<p>In parte tutto questo \u00e8 stato nel corso degli anni un po&#8217; mitigato nella pratica, ade esempio con la falsificazione delle firme necessarie per la sottoscrizione di candidatura, oppure realizzata riutilizzando le firme raccolte in precedenti campagne (da cui alcuni morti risultavano aver firmato) , ma ha anche generato un mercato sotterraneo di &#8220;pacchi&#8221; di firme raccolte nei sindacati, negli ospizi, nei patronati e poi offerti\u00a0 ai candidati\u00a0 i quali\u00a0 promettevano favori o pagavano il blocco. Tutte pratiche penalmente rilevanti e sovversive dei diritti dei cittadini sottoscrittori\u00a0 ma\u00a0 le leggi elettorali le sanzionavano con una semplice ammenda di poche centinaia di euro, quindi di fatto le incentivavano.<\/p>\n<p>Nel concreto, pagando le firme si entrava nel circuito senza danno, anzi, si risparmiava rispetto alla concreta onesta raccolta delle firme molto pi\u00f9 costosa e gravosa.<\/p>\n<p>Naturalmente questo aveva anche l&#8217;effetto, probabilmente voluto dal regime, di selezionare fin dall&#8217;inizio la classe politica, perch\u00e9 fin dall&#8217;inizio ai candidati veniva richiesta di fatto la commissione di reati rendendo ogni eletto facilmente ricattabile dal regime occulto stesso.<\/p>\n<p>Ora\u00a0 la Corte Costituzionale, con sentenza 394 del 2006, ha dichiarato incostituzionale quell&#8217;articolo che applica una semplice\u00a0 sanzione amministrativa sul reato di falsificazione delle firme\u00a0 apposte dai cittadini sottoscrittori di liste elettorali.<\/p>\n<p>Il principio \u00e8 quello della proporzionalit\u00e0 della sanzione rispetto alla stessa fattispecie di reato ma in altri contesti. Insomma, una firma \u00e8 una firma, e solo una criminalit\u00e0 politica ha pensato di non considerare gravissima la falsificazione delle firme in materia elettorale, con lo stravolgimento della volont\u00e0 dell&#8217;elettore.<\/p>\n<p>Dunque i giochi saranno diversi per il futuro, e la\u00a0 pratica comune dei partiti\u00a0 di raccogliere firme di sottoscrizione con vari sotterfugi (compresa la sottoscrizione di liste diverse per poi riciclare le firme sotto altri simboli ) e la\u00a0 falsificazione, verr\u00e0 sanzionata, salvo il fatto che gli eletti con brogli in passato hanno poi sempre amnistiato questi reati, sovvertendo la costituzione.<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 anche da dire che\u00a0 per evitare tutto questo e anche la censura morale, i partiti in parlamento da anni si sono esentati da soli dalla raccolta firme, e\u00a0 nelle recenti competizioni hanno creato una ulteriore\u00a0 disparit\u00e0 di trattamento per la competizione che ha sovvertito la costituzione e il principio di eguale partecipazione. In pratica questa \u00e8 l&#8217;origine della casta.<\/p>\n<p>Seppure il principio sancito dalla Corte \u00e8 giusto, il risultato finale sar\u00e0\u00a0 sempre di pi\u00f9 2 pesi e 2 misure. Vale a dire che si realizzer\u00e0 in effetti il principio che &#8220;Chi sta gi\u00e0 dentro al palazzo non deve far nulla per vincere le elezioni, chi sta fuori \u00e8 tenuto sempre pi\u00f9 fuori con vari cavilli e impedimenti.&#8221; Oramai con il solo 15% dei consensi della popolazione (che risulta come il 40%\u00a0 dei votanti) , si mantiene il governo.<\/p>\n<p>Credete che ci vorr\u00e0 molto per vedere la dittatura palese e l&#8217;abolizione delle elezioni ?<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/autonomielocali.regione.fvg.it\/aall\/export\/sites\/default\/AALL\/Elezioni\/GuidaElezAmm\/0_allegati\/giurisprudenza\/corte_costituzionale\/2006_2010\/Ccost_394_2006.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Fai clic per accedere a Ccost_394_2006.pdf<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per presentare un candidato sindaco, o per la provincia, occorre presentare, insieme alla lista dei consiglieri, anche un certo numero di firme di sottoscrizione,\u00a0 firmata da cittadini elettori del comune o della provincia, le cosiddette liste di sottoscrizione. 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