{"id":3472,"date":"2014-03-07T20:07:30","date_gmt":"2014-03-07T19:07:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.palmerini.net\/blog\/?p=3472"},"modified":"2017-02-23T23:53:56","modified_gmt":"2017-02-23T22:53:56","slug":"quanto-pagano-le-personalita-autodistruttive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/quanto-pagano-le-personalita-autodistruttive\/","title":{"rendered":"Quanto pagano le personalit\u00e0 autodistruttive!"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-1212\" src=\"http:\/\/www.palmerini.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/foto-loris2010-300x279.jpg\" alt=\"foto-loris2010\" width=\"200\" height=\"180\" \/>In questi tempi di crisi tutti noi ci troviamo a confronto con situazioni nuove ed impreviste. A volte scopriamo con meraviglia e stupore modalit\u00e0 nuove e intelligenti di affrontare le sfide, cose che possiamo definire &#8220;belle&#8221;. E&#8217; fondamentale osservarle, capirle, se possibile abbeverarsi alla conoscenza dei loro artefici, insomma imparare dal &#8220;bello&#8221;.<\/p>\n<p>Purtroppo molto pi\u00f9 spesso nelle crisi si viene a contatto con cose brutte, persone squallide, meschinit\u00e0 varie.<br \/>\nA volte verifichiamo ancora<!--more--> una volta che le persone che consideravamo limitate o false si sono ulteriormente degradate e con disgusto le scopriamo ancora peggiori. La crisi mostra che effettivamente non sanno adattarsi e i loro limiti.<\/p>\n<p>Ancor peggio \u00e8 quando scopriamo che purtroppo azioni meschine, miserevoli, o al limite della pazzia, vengono compiute a nostro danno, ma il massimo dello schifo si prova quando esse vengono compiute da persone a noi vicine che mai avremmo supposto si degradassero a tal punto.<\/p>\n<p>Purtroppo la piet\u00e0 in quei casi non basta a smaltire, il perdono diventa difficile, perch\u00e9 viene messa a repentaglio non solo la nostra fiducia nell&#8217;essere umano, ma sopratutto viene messa in crisi la nostra stessa capacit\u00e0 di giudizio. Il fatto di non esserci accorti per tempo della &#8220;razza&#8221; di individui con cui avevamo a che fare ci fa improvvisamente vedere noi stessi in un modo brutto, ci risvegliamo e ci scopriamo come bambini inermi e indifesi di fronte al male del mondo, e pur essendo dalla parte del bene ci ritroviamo con l&#8217;autostima a terra. Gli anziani che vengono truffati conoscono molto bene queste senzazioni, e ne soffrono gravemente fino ad ammalarsi.<\/p>\n<p>Quando si \u00e8 giovani invene non \u00e8 raro che le persone profondamente ferite diventino a loro volta malvagie, come se il danno subito le avesse educate ad essere altrettanto malvagie od anche peggio. In realt\u00e0 , come spiego sotto, \u00e8 la strada sbagliata.<\/p>\n<p>Quando si viene privati della propria autostima, tutto vacilla, e si pu\u00f2 non solo perdersi nel dolore, ma finire nel male perdersi nella cattiveria ed in un ulteriore continuo soffrire.<\/p>\n<p>Sono momenti di svolta che chiamano l&#8217;individuo ad evolversi, e tanto pi\u00f9 sar\u00e0 la sua cultura umanistica tanto pi\u00f9 grande sar\u00e0 la sua capacit\u00e0 di reagire.<\/p>\n<p>Per\u00f2 diciamo subito perch\u00e9 non conviene, anche egoisticamente, volgersi al male.<br \/>\nPer primo occorre osservare e poi tenere a mente che le persone sleali e scorrette sono in realt\u00e0 la minoranza della societ\u00e0, anche se in effetti fanno notizia. Per contro nessuno \u00a0racconta dei miliardi di persone che ogni giorno non rubano, vanno a lavorare, cercano di essere delle brave persone. No, i media raccontano di quel 1% o anche meno che quel giorno ha rubato, stuprato, ucciso e compiuti altri atti riprovevoli per la comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Eppure, se guardiamo la vita di coloro che hanno l&#8217;abitudine ad atti di falsit\u00e0, di ruberia, di mistificazione, di calunnia, ci si accorge che nel lungo tempo e con il passare degli anni essi subiscono un progressivo peggioramento della propria esistenza, che finisce sempre\u00a0in condizioni peggiori di quanto fosse al punto di partenza; oppure non di rado si assiste ad una escalation che li porta al carcere, o anche al suicidio pi\u00f9 o meno evidente (alcolismo, abuso di farmaci o di sostanze chimiche, infelicit\u00e0 e depressione), comunque in genere arrivano all&#8217;autodistruzione. Forse \u00e8 proprio questa autodistruzione visibile alla fine che costituisce la vera spiegazione fin dall&#8217;inizio di tutta la\u00a0loro esistenza.<\/p>\n<p>A volte dietro persone molto ricche, famose, amate e desiderate, ci sono in realt\u00e0 esistenze molto molto tristi e solitarie, molto pi\u00f9 infelici di un qualunque stipendiato minimo che magari vive una vita piena di amore e di piccole soddisfazioni che lo rendono felice.<\/p>\n<p>Insomma facendo il bilancio della vita si vede che certi tipi di atteggiamenti e personalit\u00e0 portano alla disgrazia.\u00a0Non lo considero un dato da prendere con un atto di fede, ma credo sia qualche cosa che ciascuno di noi pu\u00f2 verificare da s\u00e9.<\/p>\n<p>Ci sono per\u00f2 dei casi, purtroppo rari, che a met\u00e0 percorso di autodistruzione si ravvedono, e sono persone realmente eccezionali che riescono a redimersi e dare un senso pieno alla vita, forse il massimo del senso che la vita pu\u00f2 avere.<\/p>\n<p>Fra i delinquenti grandi e i piccoli (nei quali comprendo anche i calunniatori, i plagiatori, i mistificatori, i ladri, gli stupratori, i pedofili, i corruttori e molte altre fattispecie) c&#8217;\u00e8 chi pensa di essere intelligente pi\u00f9 degli &#8220;stupidi&#8221; onesti, e decide di perseverare nelle condotte.<\/p>\n<p>Eppure se si guardassero dal di fuori, se si vedessero nel tempo come li vede un onesto o un felice, scoprirebbero che la realt\u00e0 dice esattamente il contrario, scoprirebbero che per gli altri e per il mondo essi sono solo degli stupidi e degli sciocchi che si stanno auto-distruggendo progressivamente.<\/p>\n<p>Qualche delinquente ha la fortuna o la capacit\u00e0 di vedersi per quello che \u00e8, ed allora ha la straordinaria occasione di scegliere se migliorarsi ed arricchirsi o se perseverare e continuare a peggiorare con relativi costi da pagare.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 chi per esempio scopre che la realt\u00e0 continuamente gli dice e conferma che \u00e8 un cretino, ma si ostina a non accettare l&#8217;evidenza della realt\u00e0 e quindi scegliere di\u00a0potersi migliorare, ed invece continua ad insistere nel proprio comportamento cretino, finendo per assicurare a s\u00e9 stesso un danno ancora pi\u00f9 grande nel futuro. Ci sono insomma persone che solo per non voler umilmente accettare i propri limiti e i propri sbagli purtroppo preferiscono autodistruggersi alla lunga sprecando la vita.<\/p>\n<p>L&#8217;umilt\u00e0 \u00e8 una difficile arte, perch\u00e9 non deve essere un &#8220;degrado&#8221; della persona, ma al contrario, una sua evoluzione, un miglioramento, che per\u00f2 avviene solo quando si ammette che si stava sbagliando, che quello che si era non era quella &#8220;potenza&#8221; o quella \u00a0&#8220;qualit\u00e0&#8221; che si credeva di essere. Insomma, quando finalmente si accetta di essere stati dei cretini, perfino disonesti, anche illusi, troppo ignoranti e\/o stupidi per aver quel successo o quel godimento che si bramava, si pongono le basi per la felicit\u00e0, mentre quando non lo si fa si pongono le basi per ulteriori e pi\u00f9 grandi disgrazie.<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 grande ostacolo all&#8217;umilt\u00e0 \u00e8 la megalomania, \u00a0perch\u00e9 \u00e8 un\u00a0atteggiamento che impedisce il processo di revisione e di autocritica, e purtroppo tristemente la megalomania\u00a0\u00e8 spesso figlia di una intelligenza diseducata o allevata con\u00a0teorie errate, in qualche modo colpa di qualcun altro. Il megalomane infatti crede di essere superiore, ed invece quella sua supposta superiorit\u00e0 non \u00e8 altro che la devianza inculcata nella persona da qualcun altro, alle volte delle persone della sua vita, altre volte delle teorie magari imparate sommariamente. E qui per\u00f2 \u00a0le cose si complicano, perch\u00e9 se affrontiamo cos\u00ec la faccenda allora l&#8217;origine del male non va pi\u00f9 ricercato nella persona stessa, ma altrove, anche in un passato lontano, e sa da una parte possiamo deresponsabilizzare la persona, \u00a0purtroppo dall&#8217;altra possiamo sforare in casi del campo della psichiatria dove\u00a0il processo di revisione \u00e8 impossibile per tare di vario tipo.<\/p>\n<p>A volte invece la cattiveria e l&#8217;egoismo derivano da violenze subite anche recenti, o da mancanza di amore.<\/p>\n<p>Comunque sia, il conflitto fra la tensione del Bene che ci chiama (che \u00e8 una tendenza all&#8217;armonia con il mondo e di ricerca della bellezza), e la perseveranza del male, quando c&#8217;\u00e8 un qualche margine possibile di miglioramento dell&#8217;individuo \u00a0si fa sentire ed emerge attraverso le malattie.<\/p>\n<p>I personaggi che ridicolmente insistono in comportamenti autodistruttivi, cosa che \u00e8 di per s\u00e9 evidenza di cretineria, finiscono spesso per soffrire di problemi di salute, e questo per cause ben precise.<\/p>\n<p>Infatti oltre alla mente razionale, e all&#8217;inconscio, esiste quello che viene chiamato &#8220;secondo cervello&#8221;, costituito da un esteso sistema nervoso che si sviluppa attorno allo stomaco ed in tutto il corpo, e che costituisce, sembra, il 70% del sistema immunitario.<\/p>\n<p>Il secondo cervello reagisce al mondo esterno molto pi\u00f9 del cervello nel cranio, perch\u00e9 non solo viene a contatto con quello che mangiamo, ma guida e contemporaneamente subisce quello che facciamo, e per\u00f2 \u00e8 in contatto anche con quello che pensiamo e crediamo nel primo cervello. I due insomma si parlano.<\/p>\n<p>Si \u00e8 scoperto da pochi anni che il secondo cervello \u00e8 probabilmente pi\u00f9 importante del primo per la nostra felicit\u00e0 e per la nostra vita.<\/p>\n<p>Il conflitto fra i desideri del primo cervello e fatti subiti dal secondo, spesso porta alla presenza di sintomi ben precisi di disturbo fisico, del corpo, che poi si aggravano se il comportamento errato (anche mentale!) continua a realizzarsi, disturbi che poi in pochi anni finiscono con il deflagrare in malattie spesso incurabili, scoppiano dentro e l&#8217;individuo sente di perderne il controllo, e tutto ci\u00f2 pu\u00f2 portare perfino alla morte.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 solo la teoria di Hamer a dire qualcosa di analogo, ma nutrite statistiche. Per Hamer la malattia prende avvio da un trauma psicologico, eventualmente anche da un torto subito, e quando si comprende il fatto e lo si porta allo stadio di coscienza la malattia si risolve. Questo per altro spiega agevolmente molti miracoli medici che non sono tali.<\/p>\n<p>Ma la domanda che pongo \u00e8, cosa succede se il conflitto, o il il torto, a procurarcelo siamo noi stessi?<\/p>\n<p>Quando ci rendiamo conto di aver sbagliato, ma non vogliono accettare le conseguenze di quello che abbiamo fatto, se ci ostinano nel comportamento sbagliato magari aggravandolo anche quando ci \u00e8 del tutto evidente di aver sbagliato, si fa un grave torto sopratutto a noi stessi, e il corpo ci restituir\u00e0 il favore nel tempo portandoci alla malattia.<\/p>\n<p>Insomma, se chi ha capito di aver sbagliato non impara a dire &#8220;scusa&#8221; e sinceramente a dispiacersi, \u00e8 destinato ad ammalarsi, e pi\u00f9 attender\u00e0 nel tempo pi\u00f9 la malattia sar\u00e0 grave e difficile da superare, tendenzialmente mortale. Questo perch\u00e9 la mente conscia \u00e8 in conflitto con la naturale tendenza al benessere che \u00e8 insita nel nostro secondo cervello. Se non fosse cos\u00ec ci sarebbero pi\u00f9 persone malvagie sulla terra di quante siano le persone buone.<\/p>\n<p>Insomma, quando ci si rende conto di sbagliare, e ci si pente (il che comprende anche l&#8217; empatia verso il danneggiato e il dolore per\u00a0il male compiuto), se non ci si redime, si finisce male.<\/p>\n<p>Infatti il rifiuto del pentimento costringe l&#8217;individuo ad un meschino &#8220;strisciare&#8221; nella vita, ad una prospettiva pessimistica del mondo, finendo per privarsi da soli di \u00a0aspetti della vita molto pi\u00f9 belli, come l&#8217;amore. In pratica rifiutare il pentimento significa \u00a0negarsi \u00a0quel bello per s\u00e8 \u00a0a cui effettivamente in realt\u00e0 aspiriamo, la cui prova sta nel \u00a0fatto che abbiamo gi\u00e0 provata l&#8217;empatia verso il danneggiato, o quel poco di rimorso sfuggente.<\/p>\n<p>La cosa grave, dunque, \u00e8\u00a0\u00a0che \u00a0si condanna all&#8217;infelicit\u00e0\u00a0colui che viene posto di fronte all&#8217;evidenza della propria malignit\u00e0 ma rifiuta la redenzione.\u00a0Invece una volta che si accettano con umilt\u00e0 i propri limiti e i propri errori, e si fa ammenda, e si ripara al danno anche rimettendo i debiti creati e risarcendo i danni alle persone danneggiate, quasi sempre dopo poco si aprono imprevisti scenari di benessere e felicit\u00e0 per la persona che si \u00e8 redenta, perch\u00e9 le belle cose si avvicinano fra loro naturalmente, creando scenari inimmaginabili.<\/p>\n<p>E&#8217; il meccanismo speculare a quello noto per cui quando uno \u00e8 depresso, non casualmente gli si avvicinano tutti gli avvoltoi della vita, gli sfruttatori, gli approfittatori e la feccia dell&#8217;umanit\u00e0, che vogliono aproffittarne come possibile.<\/p>\n<p>Quando invece ci si accinge a fare ammenda, si avvicinano a noi la serenit\u00e0, la salute, con il tempo l&#8217;amore, ed \u00e8 veramente triste che molti preferiscono rinunciare a tutto ci\u00f2 solo per voler continuare ad affermare di essere quello che evidentemente non si \u00e8. Per altro gli &#8220;altri&#8221; \u00a0sanno benissimo ugualmente come stanno le cose, anche quando non lo dicono.<\/p>\n<p>Un bagno di umilt\u00e0 ( costruttiva), la richiesta di perdono, la ricerca della riparazione degli errori sono nulla in confronto alle disgrazie che invece nel tempo attendono lo sciagurato che decide di non ravvedersi. E&#8217; sopratutto la mancanza di umilt\u00e0 di fronte all&#8217;evidenza dell&#8217;errore compiuto che ci priva delle cose belle della vita. Per non pagare il poco costo dell&#8217;accettazione dell&#8217;errore, si rinuncia a moltissimo altro. Insomma, anche egoisticamente parlando, conviene decisamente svestirsi di s\u00e9 stessi e umilmente chiedere scusa per i torti fatti piuttosto che pagare il prezzo del non farlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questi tempi di crisi tutti noi ci troviamo a confronto con situazioni nuove ed impreviste. 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