{"id":2773,"date":"2013-08-03T18:16:31","date_gmt":"2013-08-03T17:16:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.palmerini.net\/blog\/?p=2773"},"modified":"2013-08-03T18:20:22","modified_gmt":"2013-08-03T17:20:22","slug":"lidea-balzana-dellindipendenza-attraverso-lente-regione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/lidea-balzana-dellindipendenza-attraverso-lente-regione\/","title":{"rendered":"L&#8217;idea balzana dell&#8217;indipendenza attraverso l&#8217;ente regione"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lombardo-veneto.net\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright  wp-image-2739\" alt=\"LB-logo\" src=\"http:\/\/www.palmerini.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/LB-logo1.jpg\" width=\"360\" height=\"155\" srcset=\"https:\/\/palmerini.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/LB-logo1.jpg 360w, https:\/\/palmerini.net\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/LB-logo1-300x129.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px\" \/><\/a>Si \u00e8 diffusa negli ultimi anni l&#8217;idea errata che si possa raggiungere l&#8217;indipendenza di una regione dello Stato italiano attraverso un referendum &#8220;regionale&#8221; o una autodeterminazione dell&#8217;ente regionale .<\/p>\n<p>Questo articolo \u00e8 necessario ai politici che propongo un tale referendum perch\u00e9 dimostra che \u00e8 un percorso assolutamente impossibile.<\/p>\n<p>Naturalmente si da per scontata una certa terminologia minima necessaria, e qualora il lettore non la capisse converrebbe che si soffermasse sul fatto che si vorrebbe attuare un progetto per il quale si rischia la guerra, il carcere, e pesanti danni economici personali, ma del discorso si ignorano perfino i termini essenziali.<\/p>\n<p>Di cosa stiamo parlando per percorsi regionali all&#8217;indipendenza? Alcuni esempi.<\/p>\n<p><!--nextpage--><br \/>\nNel 2006 la regione Sardegna ha tentato una &#8220;costituente del popolo sardo&#8221;, e circa in quel periodo l&#8217;allora presidente della Regione Lombardia giurava fedelt\u00e0 al &#8220;popolo lombardo&#8221;. Ancora il consiglio regionale veneto nel 2012 ha conferito ai rappresentanti di Giunta e Consiglio il mandato di agire internazionalmente per realizzare un referendum per l&#8217;indipendenza, mentre nel 2013 Maroni, candidato alla presidenza della Regione Lombardia, proponeva come programma la &#8220;autodeterminazione&#8221; della Regione Lombardia, insieme ad altre regioni del &#8220;nord&#8221;. Tutte queste cose si sono rivelate o si riveleranno, incostituzionali, ossia illegali.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 indietro nel tempo, un primo tentativo fu intrapreso nel 1998 dal Consiglio della Regione Veneto che con la risoluzione 42 di quell&#8217;anno pretese di rappresentare il &#8220;popolo veneto&#8221; e chiese al parlamento italiano di emanare una norma che permettesse al popolo veneto di svolgere un referendum per l&#8217;indipendenza. Sono passati 15 anni e ovviamente il Parlamento Italiano non ha concesso nulla, anzi, non solo non ha concesso l&#8217;autonomia ma ha alzato le tasse, e non ha riconosciuto la lingua veneta &#8230;.. figurarsi se riconoscer\u00e0 mai l&#8217;indipendenza. La risoluzione del 2012 \u00e8 sostanzialmente identica, ma con l&#8217;ulteriore errore di delegare i vertici regionali ad un ruolo fuori statuto. Il tentativo della regione veneto del 1998 era inutile perch\u00e9 commetteva l&#8217;errore basilare di confondere la propria rappresentativit\u00e0, che \u00e8 quella dei residenti in regione, con la rappresentativit\u00e0 del popolo veneto che ha tutt&#8217;altra storia, status legale e diritti .<\/p>\n<p>Occorre dire che tale tentativo <!--nextpage-->fu probabilmente una emulazione delle azioni del Parlamento Catalano che quasi in contemporanea le faceva anche esse senza risultati concreti. Tuttavia , se \u00e8 necessario e utile osservare globalmente, occorre assolutamente ragionare ed agire localmente, ossia con riguardo alle specifiche condizioni locali, in questo caso condizioni giuridiche ben diverse. Infatti la situazione giuridica veneta e quella catalana sono completamente diverse, e dunque a priori bisogna dubitare sempre che una certa ricetta attuata in qualche altra parte del mondo possa essere replicata localmente.<\/p>\n<p>Nel 2012, ancora confondendo &#8220;popolo veneto&#8221; e regione, il Consiglio ha dato mandato al presidente della Giunta e del consiglio di attivarsi per un referendum, cosa che se gli stessi tentassero per davvero li porterebbe a violare lo statuto con le conseguenze che spiego in seguito.<\/p>\n<p>Purtroppo l&#8217;esempio del Veneto \u00e8 stato seguito <!--nextpage-->da altre iniziative regionale, tutte commettendo in qualche modo lo stesso peccato originale.<\/p>\n<p>Per sintetizzare la faccenda, tutti i tentativi elencati, come pure quello catalano, hanno dimostrato di essere inattuabili, e sono certamente destinati a non portare a nulla, nemmeno sul piano politico e\/o di prebende individuali.<\/p>\n<p>Evidentemente per i proponenti non \u00e8 scontato il fatto che uno stato non permette mai ad una regione di fare una secessione, ma questi meccanismi esistono e sono molto forti. Ci si dovrebbe di base interrogare sull&#8217;idea, assurda, che lo stato non reagisca. Ogni buon progetto dovrebbe anzi prevedere queste reazioni, e tracciarne delle soluzioni. Altrimenti si mette una scimmia al volante dell&#8217;aereo, o peggio, qualcuno che vuole educare i popoli oppressi a non tentare di scappare.<\/p>\n<p>Invece tutte le costituzioni del mondo contengono meccanismi che impediscono tali eventi, ovviamente a garanzia dell&#8217;unit\u00e0 dell&#8217;ordinamento.<\/p>\n<p>L&#8217;unica eccezione sono le costituzioni delle confederazioni di stati, che <!--nextpage-->a rigore non sono la costituzione di un solo stato ma un patto internazionale fra stati, che in quanto tale pu\u00f2 essere scisso. Ecco perch\u00e9 la confederazione Jugoslava svan\u00ec quando Slovenia e Croazia rivendicarono la propria sovranit\u00e0 originaria, di Stato.<\/p>\n<p>Le regioni italiane non sono mai esistite in quanto tali come stati sovrani, non nascono dall&#8217;unione di diversi stati, n\u00e9 sono la loro eredit\u00e0 giuridica. Sono delle neo-formazioni statali italiani, lo si tenga a mente. Lo stato italiano furbescamente ha impedito che una singola regione potesse rappresentare anche solo idealmente uno stato precedentemente esistito. Gli stati precedenti, diciamo i pi\u00f9 grandi, erano il Regno delle 2 Sicilie, lo Stato Pontificio, il Lombardo-Veneto, e una serie di ducati e marchesati pi\u00f9 o meno grandi. A tale triste destino \u00e8 sfuggito San Marino, che ancora oggi \u00e8 uno stato sovrano. Altri territori sono stati semplicemente invasi senza nemmeno che se ne facesse il nome, noto il caso di Seborga.<\/p>\n<p>Se guardiamo alle attuali regioni italiane esse sono per lo pi\u00f9 costituite da pezzi sparsi di Stati precedenti, ma solo pezzi eterogenei. Per esempio <!--nextpage-->la regione Lombardia di oggi contiene non solo una parte del Ducato di Milano (un altra porzione oggi \u00e8 il Ticino svizzero), ma 2 grosse province venete, ossia Bergamo e Brescia, rimaste venete per quasi tutta la durata dell&#8217;esistenza del Ducato, e a pieno titolo venete n\u00e9 pi\u00f9 ne meno di Padova o Vicenza nel diritto internazionale. E pure Mantova era uno stato indipendente rimasto tale per secoli.<br \/>\nPer completare il quadro, l&#8217;attuale Lombardia nasce nel 1815 dall&#8217;accorpamento del Ducato di Milano (senza il Ticino) alla sovranit\u00e0 della Venezia (gi\u00e0 repubblica Veneta) quando questi territorio erano entrambi &#8220;possedimenti&#8221; degli Asburgo Lorena e il parere dei popoli non contava ancora nulla (in seguito ebbero il diritto di approvare queste operazioni, il cosiddetto diritto di &#8220;autogoverno&#8221;) . Quindi mentre il Ducato di Milano si \u00e8 estinto, la Repubblica Veneta si trasform\u00f2 in Regno Lombardo-Veneto, e Venezia rest\u00f2 capitale. Questo regno venne poi conquistato da altri e dato all&#8217;Italia prima nel 1859 (circa la attuale regione Lombardia&#8221; ) e poi nel 1866 (il Veneto, comprendente come da millenni il Friuli le Venezia di costa) . Quindi <!--nextpage-->mentre la regione Lombardia non \u00e8 la &#8220;Lombardia&#8221; etnica perch\u00e9 ha diverse etnie sul territorio regionale, la regione Veneto pur avendo solo delle piccole minoranze come i ladini non pu\u00f2 rappresentare tutto il popolo veneto perch\u00e9 ha solo una porzione del territorio e del popolo veneto, quindi manca della legittimit\u00e0 internazionale per poter rappresentare una successione al Regno Lombardo-Veneto, ancor meno alla Repubblica Veneta. Ho scritto abbastanza su questo argomento delicato, che va approfondito e la conclusione \u00e8 che solamente il Lombardo-Veneto, in quanto ex-stato, pu\u00f2 tornare sovrano in quanto invaso, al pari di uno stato confederato.<\/p>\n<p>L&#8217;unica eccezione di regione politicamente rappresentativa di un popolo (anche se non giuridicamente) potrebbe essere la Sardegna, che per\u00f2, se vogliamo, \u00e8 il primo stato a cui tutti gli altri territori ( a parte il Piemonte), sono stati via via accorpati per invasione militare o occupazione (i plebisciti erano falsi) fino ad arrivare al Regno d&#8217;Italia.<\/p>\n<p>Insomma<!--nextpage--> pensare ad una regione dello Stato italiano come fosse uno stato in s\u00e9 e&#8217; un errore fondamentale ed elementare, da principiante del diritto, certamente da persona non adatta a governare un passaggio delicato come quello che si propone, un passaggio quello di &#8220;secessione&#8221; che facilmente, non dimentichiamolo mai, scivola nella guerra. Se si mette una scimmia alla guida di un aereo, non ci si aspetti poi un atterraggio morbido. I referendari vogliono il bene del popolo o uno strappo che rischi la guerra?<\/p>\n<p>Quindi, per restare sul pezzo, giuridicamente la Lombardia non pu\u00f2 invocare una successione politica (e tanto meno giuridica) con un qualche stato precedente. Dovrebbe prima diversi in 3 almeno, perch\u00e9 pure Mantova faceva &#8220;Stato&#8221;. Altro caso \u00e8 l&#8217;Emilia-Romagna che \u00e8 appunto costituita da 2 territori con storie giuridiche diverse, oltre che da costumi, tenute assieme con forza, tanto che, per esempio, esprimo 2 miss diverse.<\/p>\n<p>In altro modo la regione Veneto di oggi, che non solo \u00e8 una piccolissima porzione della ex- repubblica Veneta (forse un quinto), ma pure una porzione ridotta del &#8220;Veneto&#8221; annesso all&#8217;Italia nel 1866. Per altro il territorio etnicamente veneto legalmente passato all&#8217;Italia nel 1866 constava di tutto il territorio da Bergamo a Udine, a che almeno per gli ultimi 4 secoli precedenti l&#8217;annessione aveva sempre condiviso il destino veneto. Per non dire che era della Venetia ed Histria gi\u00e0 prima dei Romani.<\/p>\n<p>Anche la regione Friuli Venezia Giulia, il cui territorio per il 95% \u00e8 sempre stato nella storia veneta, \u00e8 <!--nextpage-->una pluralit\u00e0 di storie, e c&#8217;\u00e8 il problema di Trieste, che invece \u00e8 esistito come stato indipendente dai Veneti. Il problema di Trieste \u00e8 attualissimo perch\u00e9 secondo il trattato internazionale sullo Stato Libero di Trieste sarebbe oggi uno stato sovrano con territorio fra Duino e parte dell&#8217;Istria, e non si inventi qualcuno di dire che esso voglia rinunciare a parte del suo territorio. Quindi i cittadini del FVG non si facciano prendere dall&#8217;idea irrealizzabile di fare della regione FVG uno stato indipendente, e i friulani farebbero meglio a puntare a qualche autonomia sulla base della lingua come la Catalunia, ma naturalmente nel solo territorio dove si parla Friulano, non in quello dove si parla Veneto. Certamente per tutti sarebbe meglio il ritorno del Lombardo-Veneto, ossia all&#8217;erede giuridico della Serenissima.<\/p>\n<p>A questo punto dovrebbe essere chiaro che nessuna regione italiana pu\u00f2 dichiararsi erede di una qualche statualit\u00e0 precedente, perch\u00e9 non ne ha il territorio e nemmeno l&#8217;eredit\u00e0 giuridica, e nemmeno ha una popolazione etnicamente omogenea che idealmente o politicamente possa unire il presente al passato. Nel caso della regione veneto l&#8217;affermare una eredit\u00e0 giuridica con il 1866 corrisponde a negare alla Venezia delle regioni confinanti di l&#8217;essere veneti, in violazione del diritto internazionale.<br \/>\n<!--nextpage--><br \/>\nIl rispetto degli elementi indicati \u00e8 essenziale perch\u00e9 il successivo riconoscimento internazionale cui si aspira li richiede.<\/p>\n<p>La regione non pu\u00f2 agire per l&#8217;indipendenza, perch\u00e9 oltre al difetto iniziale di rappresentanza delle regioni ( rispetto agli stati precedenti, e\/o rispetto ai popoli) c&#8217;\u00e8 anche da tenere in conto che tutti gli stati prevedono meccanismi costituzionali atti a garantire l&#8217;unit\u00e0 del loro &#8220;ordinamento&#8221; .<\/p>\n<p>L&#8217;Italia non fa eccezione, anzi, ne eccede (stato centralista) e ha meccanismi che garantiscono molto bene l&#8217;unit\u00e0 dello stato, ossia il suo &#8220;potere&#8221; e l&#8217;unit\u00e0 del territorio (di una nazione inesistente).<br \/>\n<!--nextpage--><br \/>\nLo Stato Italiano ha meccanismi in almeno 4 livelli che rendono del tutto impossibile ogni &#8220;autodeterminazione&#8221; regionale o &#8220;autogoverno internazionale&#8221; della regione. Li elenco con breve spiegazione perch\u00e9 ci vorrebbero 10 pagine per spiegarli nel dettaglio, ma si trovano nei libri di diritto costituzionale.<\/p>\n<p>1) vincoli statutari: ogni statuto regionale impone all&#8217;ente regionale il rispetto della Costituzione e il rispetto dell&#8217;ordinamento statale. In qualche statuto, per esempio quello approvato recentemente dal Veneto, vi \u00e8 pure l&#8217;indicazione ad una generica leale collaborazione al fine di perseguire gli interessi comuni. Se viene violato lo statuto scattano i sistemi di tutela sotto elencati. Inoltre le leggi quadro sugli enti locali (fonti legali di dubbio rango superiore ) stabiliscono che le previsioni in statuto di competente fuori costituzione sono nulle. La legge quadro sui comuni ad esempio prevede che i referendum (di qualunque genere) siano ammessi solo per le materie di competenza dell&#8217;ente. Il principio generale comporta che ogni azione fuori statuto, come un referendum per l&#8217;indipendenza, si trasformi in &#8220;danno erariale&#8221; a carico dei firmatari.<br \/>\n<!--nextpage--><br \/>\n2) vincoli amministrativi e politici: esiste il &#8220;prefetto&#8221; per ogni provincia, ma esiste un &#8220;prefetto&#8221; anche per ogni regione che prende il nome di &#8220;commissario del Governo alla regione&#8221;. Egli coincide generalmente con il prefetto del Capoluogo regionale, ma ha lo speciale compito di &#8220;vistare&#8221; le leggi regionali, ossia approvarne la pubblicazione. Se il &#8220;commissario&#8221; ritiene che la legge regionale semplicemente violi lo statuto, o sia incostituzionale, o sia semplicemente contrario all'&#8221;interesse nazionale&#8221;, pu\u00f2 sospenderne la pubblicazione e rinviare gli atti, oppure chiedere al governo il da farsi, e su ordine del governo pu\u00f2 commissariare la giunta, e\/o il consiglio regionale, sostituirvi un commissario (si veda sotto il meccanismo). Oltre a ci\u00f2, la Corte dei Conti pu\u00f2 addebitare ai consiglieri regionali e alla giunta (come ai comuni) le spese derivanti da delibere e atti compiuti dall&#8217;ente al di fuori delle prerogative statutarie. Altres\u00ec detto, se un consiglio regionale o comunale indice un referendum per l&#8217;indipendenza, il costo verrebbe poi risarcito dai consiglieri regionali di tasca propria, e sarebbe di molto maggiore dello stipendio racimolato nei 5 anni di attivit\u00e0.<br \/>\n<!--nextpage--><br \/>\n3) vincoli costituzionali: la Costituzione italiana all&#8217;art.117 riserva allo Stato la politica internazionale o estera; infatti al secondo comma art.117 afferma &#8220;Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con l&#8217;Unione &#8220;. Quindi non assegna alcuna competenza alla regione per quanto riguarda la politica estera e questo rende palese che \u00e8 del tutto fantasioso pensare ad una relazione della regione sia sul piano internazionale generale che con l&#8217;Unione Europea . Occorre evidenziare che anche qualora fosse approvata un delibera consiliare o di giunta della Regione per un referendum consultivo dei cittadini della regione per l&#8217;indipendenza, questa darebbe giusto motivo al governo di bloccare la cosa sotto il cappello dell Art. 126 Cost che dice &#8220;Con decreto motivato del Presidente della Repubblica sono disposti lo scioglimento del Consiglio regionale e la rimozione del Presidente della Giunta che abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge. Lo scioglimento e la rimozione possono altres\u00ec essere disposti per ragioni di sicurezza nazionale. &#8220;. Probabilmente per\u00f2 il Governo italiano non si sporcherebbe l&#8217;immagine in tal modo innescando una diatriba politica internazionale che darebbe visibilit\u00e0 alla questione referendaria, ma farebbe come fece con la regione Sardegna ( che \u00e8 come sta agendo il Governo Spagnolo nei confronti della Catalunia) ossia userebbe un giudice superiore per bloccare il tentativo. Come spiegato sotto la Sardegna \u00e8 stata bocciata dalla Corte Costituzionale, e il personale politico autore della delibera non ha avuto una lunga carriera. Inoltre, \u00e8 pi\u00f9 facile far cadere una giunta con inchieste per tangenti che sono quasi sempre ben realistiche. La classe politica italiana \u00e8 selezionata per essere ricattabile, e questo garantisce l&#8217;unit\u00e0.<br \/>\n<!--nextpage--><br \/>\n4) garanti dell&#8217;ordinamento statale: anche quando al Governo e al Commissario alla regione sfugge la pubblicazione di un atto regionale,e i politici non fossero ricattabili, l&#8217;ordinamento ha altri modi per imporsi. Di solito la Corte Costituzionale garantisce lo stato nell&#8217;unitariet\u00e0. La Regione Sardegna nel 2006 ha tentato di indire una &#8220;costituente del popolo sardo&#8221;, facendo qualcosa di molto pi\u00f9 sottile e di legalmente pi\u00f9 studiato di quanto stanno proponendo i &#8220;referendari&#8221; veneti e lombardi. Infatti la &#8220;Costituente&#8221; sarda sarebbe stata una nuova entit\u00e0 legale internazionale rispetto all&#8217;ente regione, quindi valida sul piano internazionale mentre l&#8217;ente regione non lo pu\u00f2 essere: si consideri l&#8217;eccezionalit\u00e0 della situazione sarda, in quanto &#8220;regione&#8221; e &#8220;popolo&#8221; in quel caso hanno lo stesso territorio. Ebbene, anche il sottile tentativo della Sardegna \u00e8 stato annullato dalla Corte Costituzionale che con sent.365 del 2007 ha ribadito una cosa ovvia, ossia che la Regione, in quanto ente amministrativo, altro non \u00e8 che un braccio operativo dello Stato, limitato dalla Costituzione nelle mansioni e nei diritti legali. In particolare con la sentenza 365 la Corte Costituzionale ha sancito che un ente regione non pu\u00f2 rappresentare un popolo in senso internazionale. La sentenza ha quindi implicitamente bocciato i presupposti teorici alla base della risoluzione veneta del 1998 ed implicitamente ha gi\u00e0 bocciato la risoluzione 44 del 2012 che vengono attualmente copiati in Lombardia. Per altro esiste analoga pronuncia anche della Cassazione proprio sulla risoluzione veneta del 1998 che stabilisce che quella della regione non sono &#8220;popolo&#8221; ma semplici residenti. Garante dell&#8217;ordinamento italiano \u00e8 diventata anche la UE. Con l&#8217;entrata in vigore del trattato di Lisbona nel 2009 anche la UE \u00e8 obbligata a garantire l&#8217;integrit\u00e0 territoriale degli stati membri, ossia mai e poi mai potrebbe riconoscere una secessione se non nel caso, del tutto ipotetico, che lo stesso Stato membre avesse voluto consensualmente una secessione. Ecco di cosa parlava Barroso, di una pura idea teorica assurda in pratica. Per intanto nello specifico della recente risoluzione 44\/2012 del Consiglio regionale Veneto, la delega da questo data ai presidenti di giunta e consiglio di agire internazionalmente, \u00e8 incostituzionali e chiaramente in Unione Europa non potrebbero avere ascolto, come \u00e8 gi\u00e0 avvenuto.<br \/>\n<!--nextpage--><br \/>\n5) vincoli internazionali: uno stato pu\u00f2 nascere, unirsi, separarsi, fondersi e morire. Come una persona \u00e8 un soggetto di diritto, ma lo \u00e8 nel diritto internazionale. Come spiegato, non sono soggetti di diritto internazionale le regioni, se non per quel poco di &#8220;delega&#8221; data dai rispettivi stati, i quali sono sempre pronti al ritiro della delega ai &#8220;cattivi ragazzi&#8221;. Gli stati, quando non sono giuridicamente morti o trapassati, possono pretendere la libert\u00e0 agendo come soggetti nel diritto internazionale secondo i meccanismi previsti. Su questa base sono tornati sovrani i vari stati della ex-Jugoslavia, e quelli della CecoSlovacchia. Ecco perch\u00e9 \u00e8 tornata sovrana la Polonia e torner\u00e0 sovrana probabilmente la Scozia. Per gli stessi motivi pu\u00f2 tornare sovrano il Regno Lombardo-Veneto (vedesa sotto). Gli stati, come le persone, hanno dei diritti, delle eredit\u00e0, dei crediti. Il diritto internazionale vorrebbe che ogni stato avesse un solo popolo, e che ogni popolo avesse il proprio stato, ma non \u00e8 quasi mai cos\u00ec. Come detto con il diritto autogoverno (valevole dal 1840) si \u00e8 data tutela ai popoli per decidere almeno le fusioni di stati. Poi con il diritto di autodeterminazione (valevole dal 1966) si \u00e8 loro dato anche il diritto di attuare la loro volont\u00e0, ma solo in certi casi. La &#8220;regione&#8221; non rientra in questi. Perfino a parti di popolo che sono stati annessi, si \u00e8 dato qualche diritto, Europa dal 1997 vengono chiamate &#8220;minoranze nazionali&#8221;. Insomma soggetto di diritto internazionale sono i Popoli, che tuttavia si definiscono per lingua, storia, similarit\u00e0 etnica e sociale&#8230;.. non certo perch\u00e9 governati da una stessa regione amministrativa di uno stato &#8220;allogeno&#8221;.<br \/>\nIn altre parole i popoli hanno s\u00ec diritto di autodeterminazione, ma esclusivamente gli appartenenti al popolo, quindi su base etnica-nazionale, attraverso una propria rappresentanza internazionale autonoma.<br \/>\n<!--nextpage--><br \/>\nData la natura delle cose, e del diritto, si pu\u00f2 parlare di autogoverno di uno stato, di autogoverno di un popolo, di autodeterminazione di un popolo, ma non si pu\u00f2 parlare di autodeterminazione di una regione, \u00e8 come dire che un sasso ha una sua personalit\u00e0 !<\/p>\n<p>Il caso del Kossovo chiarisce il tutto. La regione (per altro gi\u00e0 fortemente autonoma) proclam\u00f2 l&#8217;indipendenza dopo un referendum. Venne riconosciuta anche dall&#8217;Italia. La Russia prese spunto dal precedente giuridico per correre in soccorso di alcune minoranze russe in Georgia in modo che la regione potesse autodeterminarsi, ossia staccarsi. La corte internazionale su ricorso della Serbia ha per\u00f2 prontamente stabilito che ad autodeterminarsi deve essere una rappresentanza autonoma di un popolo. Ossia, a dichiarare la sovranit\u00e0 non devono essere i rappresentanti di un ente amministrativo di uno stato da cui per altro ci si stacca, ma chi dichiara la sovranit\u00e0 e l&#8217;autodeterminazione deve agire con volont\u00e0 espressa e chiara, precisa e conforme, di agire come rappresentati del popolo, e quindi in ripudio della legalit\u00e0 dello stato da cui ci si stacca. Non si possono rappresentare 2 enti antitetici contemporaneamente, ovvio.<br \/>\nPoi l&#8217;ONU ha stoppato la Russia, affermando che il Kossovo non \u00e8 uno Stato indipendente ma territiorio integrante della Serbia seppure sotto governo provvisorio ONU.<\/p>\n<p>Il caso Kossovo dimostra esattamente il contrario di quanto volevano affermare i referendari della regione veneto che lo citavano come caso di esempio, un richiamo proprio a sproposito che dimostra la non validit\u00e0 della loro teoria referendaria.<\/p>\n<p>Per tanto \u00e8 tutta sbagliata l&#8217;impostazione della proposta referendaria veneta, recentemente copiata in Lombarda, alla base c&#8217;\u00e8 la confusione totale fra &#8220;popolo&#8221; e &#8220;regione&#8221;.<br \/>\n<!--nextpage--><br \/>\nChi si ostina a minimizzare questi elementi, o \u00e8 uno stupido (quindi non adatto al percorso di liberazione e potrebbe portarci in guerra), oppure \u00e8 in malafede e sta perseguendo un percorso che non serve a raggiungere l&#8217;indipendenza, ma oltre che ad illudere la gente, serve semmai a distogliere l&#8217;attenzione da percorsi possibili, e permette un giorno allo stato di spaventare tutti con commissariamenti ed altro.<\/p>\n<p>I consiglieri che dovessero prestarsi ad una delibera di indizione di referendum regionale rischieranno non solo la vergogna politica ( e<br \/>\nquindi elettorale), ma pure il danno erariale, lo dimostra la Corte Costituzionale e la sentenza 365\/2007 che ha espressamente<br \/>\ndichiarato che una regione (in quel caso la Sardegna) non pu\u00f2 rappresentare un popolo. Per ogni delibera regionale sul tema sar\u00e0 semplicemente nulla, anche internazionalmente.<\/p>\n<p>Per altro \u00e8 escluso che l&#8217;ONU possa riconoscere un nuovo stato veneto o lombardo o friulano. Infatti nel consiglio di Sicurezza dell&#8217;ONU Francia, Inghilterra e USA hanno diritto di veto, ed hanno interessi contrari, e per di pi\u00f9 Francia ed Inghilterra sono obbligati dal trattato di Helsinky a garantire l&#8217;integrit\u00e0 territoriale. Per cui l&#8217;ONU sar\u00e0 bloccato e non potr\u00e0 riconoscere in ogni caso referendum di veneti o di lombardi ecc.<br \/>\n<!--nextpage--><br \/>\nSi \u00e8 finiti a parlare di un sondaggio-referendum autogestito dai partiti, ma pure questo non avrebbe alcum valore<br \/>\nlegale internazionale perch\u00e9 non rappresentano un popolo, al massimo una porzione insufficiente.<\/p>\n<p>Insomma non esistono precedenti nella storia che abbiano portato all&#8217;indipendenza attraverso un referendum come quello proposto in Veneto e Lombardia. L&#8217;unico precedente che si avvicina, ossia quello di uno Stato nato da Referendum, \u00e8 quello del Sud Sudan che tuttavia aveva l&#8217;autorizzazione del Governo centrale, che mai Roma dar\u00e0 (non da nemmeno l&#8217;autonomia!!).<\/p>\n<p>Sul tema del referendum veneto ho scritto un libro che le posso inviare in PDF, ed ulteriori dettagli e una serie di approfondimenti sono disponibili al sito http:\/\/www.Palmerini.net\/blog\/sovranita-veneta-lombarda-mantovana-friulana\/<\/p>\n<p>Ai consigli regionali posso solo indicare di <!--nextpage-->riconoscere immediatamente i propri &#8220;popoli&#8221; come &#8220;minoranze nazionali&#8221; , in quanto tale materia non \u00e8 per il momento elencata in Costituzione e per tanto spetta alla Regione la sua gestione . Naturalmente la Regione Lombardia dovrebbe farlo in rispetto dei popoli lombardo, veneto e mantovano, altrimenti sarebbe impugnabile. Con il riconoscimento si attuerebbe la Convenzione Quadro per le minoranze Nazionali, di fonte CEDU e i popoli avrebbero immediatamente il Bilinguismo e una situazione perfino<br \/>\nmigliore del Sud Tirolo, con tanto di autogoverno fiscale. Chi \u00e8 interessato a questo mi pu\u00f2 contattare direttamente al 347 1416187<\/p>\n<p>Invece l&#8217;annessione del Lombardo-Veneto del 1866 era certamente illegale, ed \u00e8 stata annullata anche dall&#8217;Italia nel 2010, con decadenza non pi\u00f9 sanabile dal gennaio 2013. Il lombardo-veneto non \u00e8 mai stato legalmente italiano, ma dal gennaio 2013 nemmeno lo Stato Italiano lo pu\u00f2 dimostrare . Noi stiamo attuando il percorso di ritorno alla sua sovrano, ed \u00e8 lo stato erede dell Repubblica Veneta aggiunta di parte del Ducato di Milano, che potr\u00e0 diventare sovrano a libert\u00e0 raggiunta, come Mantova.<br \/>\nIl Lombardo-Veneto non dovr\u00e0 pagare debito pubblico dell&#8217;Italia, potr\u00e0 invece ottenere il risarcimento del danno sub\u00ecto.<br \/>\nPer altro uno staterello regionale come il veneto sarebbe destinato a soccombere sotto i debiti e gli impegni internazionali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 diffusa negli ultimi anni l&#8217;idea errata che si possa raggiungere l&#8217;indipendenza di una regione dello Stato italiano attraverso un referendum &#8220;regionale&#8221; o una autodeterminazione dell&#8217;ente regionale . Questo articolo \u00e8 necessario ai politici che propongo un tale referendum perch\u00e9 dimostra che \u00e8 un percorso assolutamente impossibile. Naturalmente si da per scontata una certa [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":292,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"advanced_seo_description":"","jetpack_seo_html_title":"","jetpack_seo_noindex":false,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[12,15,120,114,4,11],"tags":[],"class_list":["post-2773","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-autogoverno-popolo-veneto","category-giustizia","category-in-evidenza","category-ricette-di-cucina","category-scienza","category-venetie","has-post-title","has-post-date","has-post-category","has-post-tag","has-post-comment","has-post-author",""],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack-related-posts":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"builder_content":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2773","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/292"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2773"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2773\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2773"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2773"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2773"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}