{"id":1696,"date":"2011-09-07T12:16:37","date_gmt":"2011-09-07T11:16:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.palmerini.net\/blog\/?p=1696"},"modified":"2011-09-22T15:48:08","modified_gmt":"2011-09-22T14:48:08","slug":"i-62-giorni-di-garibaldi-e-il-saccheggio-di-napoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/i-62-giorni-di-garibaldi-e-il-saccheggio-di-napoli\/","title":{"rendered":"I 62 giorni di Garibaldi e il saccheggio di Napoli"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone\" src=\"http:\/\/a6.sphotos.ak.fbcdn.net\/hphotos-ak-ash4\/297867_2158643097123_1577898318_2070438_484193_n.jpg\" alt=\"\" width=\"498\" height=\"373\" \/><br \/>\ndi GIUSEPPE RESSA\u00a0\u00a0 (ricevuto da <a title=\"Ettore Alfieri\" href=\"http:\/\/www.facebook.com\/ettore.alfieri1\">http:\/\/www.facebook.com\/ettore.alfieri1<\/a> )<\/p>\n<p>Garibaldi, il 7 settembre, entr\u00f2 a Napoli appena 17 giorni dopo essere sbarcato in Calabria, seduto comodamente in treno, senza sparare un colpo, con pochi uomini al seguito (il resto delle camicie rosse giunse il giorno 9); dopo l\u2019arrivo alla stazione si form\u00f2 un corteo di dieci carrozze che attravers\u00f2 la Capitale. Un severo giudizio sulla &#8221; grandezza militare &#8221; della spedizione del Nizzardo fu espresso anche da uomini che avevano condiviso con lui l\u2019impresa, come Maxime Du Camp che parl\u00f2[231] di &#8220;passeggiata militare, stancante \u00e8 vero, ma senza rischio alcuno &#8221; e di Agostino Bertani che le defin\u00ec &#8220;facili vittorie \u201d causando l\u2019ira di Garibaldi nelle sue memorie[232] ; &#8220;Oggi va riconosciuto con Jaeger che &#8220;&#8230; a Francesco II non mancavano argomenti per sostenere che il nemico Garibaldi non era arrivato a Napoli con mezzi leali, spada contro spada, petto contro petto, bens\u00ec soltanto grazie ad un\u2019incredibile serie di voltafaccia, di cambiamenti di campo, di vigliacche fughe dei capi militari,<!--more--> di vendita delle proprie navi da parte di comandanti della marina, e ancora di abbandoni dei soldati al loro destino e di inconcepibili dimostrazioni di incompetenza\u201d[233]<br \/>\nLe accoglienze furono entusiastiche ma secondo alcuni questo non dovrebbe far pensare acriticamente ad un appoggio incondizionato per diversi motivi: nelle manifestazioni c\u2019era la regia occulta degli agenti piemontesi che da mesi si erano infiltrati a Napoli e, tramite Liborio Romano con i suoi camorristi, avevano mobilitato a pagamento (si dice 24 mila ducati) &#8220;la feccia della popolazione che imprecava con orribili urli\u201d[234] mentre il resto degli abitanti se ne stava rinserrato in casa; qualche altro osservatore fa, invece, notare la volubilit\u00e0 del popolo della Capitale che aveva, nei secoli, accolto festosamente i pi\u00f9 disparati conquistatori e nei tempi pi\u00f9 recenti in successione: gli Austriaci che avevano cacciato gli Spagnoli, i Borbone spagnoli che cacciarono gli Austriaci, Giuseppe Buonaparte e Murat che avevano costretto alla fuga Ferdinando e quest\u2019ultimo quando rientr\u00f2 nella capitale dalla Sicilia dopo la cacciata dei Francesi. Garibaldi fece un discorso, prese alloggio a palazzo d\u2019Angri del principe Doria e, per ingraziarsi la popolazione, rese omaggio al patrono di Napoli, proprio lui che ostentava un feroce anticlericalismo che lo port\u00f2, successivamente, a definire le reliquie di S.Gennaro &#8220;umiliante composizione chimica\u201d [235], al pari di papa Pio IX che fu bollato come un \u201dmetro cubo di letame\u201d che presedeva un &#8220;concistoro di lupi\u201d[236]. Per inquadrare compiutamente la personalit\u00e0 dell\u2019 &#8220;eroe dei due mondi\u201d va tenuto conto anche di una lettera scritta ad un amico, da Montevideo, in Uruguay, &#8220;Se vedeste fosse possibile servire il Papa, il Duca, il demonio, basta che fosse italiano, e ci desse del pane\u201d[237].<br \/>\nEgli form\u00f2 immediatamente un suo governo dittatoriale con a capo proprio il ministro di Francesco II, Liborio Romano, e come primo atto cedette la poderosa flotta da guerra meridionale (circa 100 navi e 786 cannoni) al Piemonte, alle pi\u00f9 grandi fu subito cambiato il nome: il &#8220;Monarca\u201d divenne &#8220;Re Galantuomo\u201d, la &#8220;Borbona\u201d divenne &#8220;Garibaldi\u201d. Il giorno seguente il ministro della guerra Cosenz telegraf\u00f2 le seguenti disposizioni: &#8220;A tutti i comandanti le armi nelle province ed a tutti i comandanti , o governatori delle piazze \u2013 Questo ministero di guerra manifesta agli ufficiali di ogni grado ed ai militari dell\u2019esercito napoletano, essere volere del signor generale dittatore, che tutti siano conservati nelle loro integrit\u00e0, s\u00ec nei gradi, che negli averi: per\u00f2 si avranno le seguenti norme: 1) Tutti i militari dell\u2019esercito che bramano servire, si presenteranno ai comandanti, o governatori delle piazze dei luoghi pi\u00f9 prossimi al loro domicilio, rilasciando ad essi debito atto di adesione all\u2019attuale governo ed il loro recapito. 2) Gli ufficiali che si presenteranno con le truppe saranno conservati nella loro posizione con gli averi di piena attivit\u00e0 , ma quelli che si presenteranno isolatamente, saranno segnati alla seconda classe, per essere poscia opportunamente impiegati nella imminente composizione dell\u2019armata. 3) Quegli ufficiali militari, che non si affrettino di presentarsi al servizio della patria, resteranno di fatto esclusi e destituiti, se non faranno atto di adesione nella maniera indicata, tra dieci giorni, a contare dalla pubblicazione della presente disposizione \u2013 Tanto le comunico per lo esatto adempimento di sua parte \u2013 Napoli 8 settembre 1860 \u2013 Firmato Cosenz &#8221; [238].<br \/>\nIl Palazzo Reale fu spogliato di tutto, gli oggetti pi\u00f9 preziosi furono spediti a Torino, altri venduti al miglior offerente. L\u201911 settembre l\u2019oro della Tesoreria dello Stato, patrimonio della Nazione meridionale ( equivalente a 3235 miliardi di lire dei giorni nostri, 1670 milioni di euro) e anche i beni personali che il Re aveva lasciato nella Capitale &#8220;sdegnando di serbare per me una tavola, in mezzo al naufragio della patria\u201d (assommavano a 40 milioni di lire dell\u2019epoca, circa 300 miliardi di vecchie lire, 150 milioni di \u20ac), tutti depositati presso il Banco di Napoli furono requisiti e dichiarati &#8220;beni nazionali\u201d.<br \/>\nCon i frutti del saccheggio furono decretate svariate e lucrose pensioni vitalizie: ai vertici della Camorra, di cui la prima beneficiaria fu Marianna De Crescenzo [detta la Sangiovannara] sorella di Salvatore che era il capo assoluto della malavita e che aveva garantito l\u2019ordine pubblico a Napoli dietro l\u2019incarico del ministro Liborio Romano; alla famiglia di Agesilao Milano (mancato regicida nel 1856 e definito &#8220;eroe senza esempio tra antichi e moderni, superiore a Scevola\u201d ), ad ufficiali piemontesi e garibaldini; per questi ultimi, grazie all\u2019inflazione dei gradi militari nelle camicie rosse (il rapporto tra ufficiali e truppa era diventato 1:4 quando la regola era 1:20) ci fu un notevole esborso; 800 comandanti non prestavano alcun servizio perch\u00e9 non avevano nessun soldato agli ordini ma percepirono lo stesso il soldo. Sei milioni di ducati [180 miliardi di vecchie lire, 90 milioni di \u20ac], con un decreto firmato il 23 ottobre, vennero spartiti tra coloro che avevano sofferto persecuzioni dai Borboni (la maggior parte di essi in ottima salute), undici anni di stipendi arretrati furono corrisposti ai militari destituiti nel 1849 &#8220;tenendo conto delle promozioni che nel frattempo avrebbero avuto\u201d, sessantamila ducati andarono a Raffaele Conforti per stipendi arretrati dal 1848 al 1860 spettatigli perch\u00e9 &#8220;ministro liberale in carica ancorch\u00e9 per poche settimane&#8221; e molti altri denari finirono in altrettante tasche con le pi\u00f9 disparate e a volte pittoresche motivazioni come al Dumas padre &#8220;perch\u00e9 studiasse la storia\u201d al De Cesare &#8220;perch\u00e9 studiasse l\u2019economia &#8220;[239].<br \/>\nIl saccheggio fu cos\u00ec completo che ad un certo punto Garibaldi fece minacciare di fucilazione i banchieri napoletani in caso di rifiuto &#8220;a questo modo venne uno dei primi banchieri di Napoli e sbors\u00f2 uno o due milioni\u201d; illuminanti alcuni commenti di contemporanei non borbonici sulla situazione creatasi a Napoli:&#8221;indescrivibile \u00e8 lo sperpero che si fa qui di denaro e di roba; furono distribuiti all\u2019armata di Garibaldi, che non arriva a 20mila uomini, pi\u00f9 di 60mila cappotti e un numero proporzionato di coperte, eppure la gran parte dei garibaldini non ha n\u00e8 coperte n\u00e8 cappotti; in un solo mese, oltre alle ordinarie, si pagarono dalla Tesoreria per le sole spese straordinarie dell\u2019Armata non giustificate 750mila ducati\u201d;&#8221;nelle cose militari regna un assoluto disordine, manca ogni disciplina, ognuno fa quello che vuole\u2026le spese giornaliere ascendono a una somma enorme. Le intendenze militari hanno prese razioni per il triplo degli uomini che devono mantenere\u201d; &#8220;in questo momento il disordine \u00e8 spaventoso in tutte le branche dell\u2019Amministrazione\u2026i mazziniani rubano e intrigano\u201d; &#8220;la finanza depauperata, i dazi non si pagano, il commercio \u00e8 perduto\u2026tutto \u00e8 furto ed estorsioni\u201d; &#8220;qui si ruba a man salva, tutto andr\u00e0 in rovina se non si pensa a un riparo\u201d; &#8220;l\u2019attuale ministero \u00e8 sceso nel fango, ed il fango lo imbratta. Certi ministri si sono abbassati fino a ricevere circondati da qu\u00e8 capopoli canaglia, che qui diconsi camorristi\u201d [240].<br \/>\n&#8220;Lo stesso Garibaldi si dimostr\u00f2, in futuro, insolvente con le banche ed evasore con il fisco: chiese un prestito al Banco di Napoli per suo figlio Menotti, l&#8217;equivalente di 1 miliardo e mezzo delle nostre vecchie lire, ma quest\u2019ultimo non rimbors\u00f2 nemmeno il mutuo; la banca si fece avanti con il padre, &#8220;Ma che volete voi? lo vi ho liberati, sono stato anche dittatore e voi pretendete anche che restituisca un prestito&#8221; fu la risposta; gli archivi del Monte dei Paschi di Siena ci danno invece uno spaccato dei rapporti di Giuseppe Garibaldi con il Fisco. &#8220;Signor Esattore, mi trovo nell&#8217;impossibilit\u00e0 di pagare le tasse. Lo far\u00f2 appena possibile. Distinti saluti&#8221;. Punto e basta. Segue la firma.\u201d[241]<br \/>\nNei rapporti del ministro inglese a Napoli, Sir Elliot, certamente non filoborbonico, si legge: &#8220;In realt\u00e0 le condizioni del paese sono le peggiori immaginabili. Tutti i vecchi soprusi continuano, a volte esagerati dai nuovi funzionari, i quali gettano in carcere la gente o la fanno fustigare per il minimo sospetto, per il pi\u00f9 lieve indizio di cattiva condotta politica, mentre i veri crimini rimangono affatto impuniti\u2026c\u2019\u00e8 una spiccata inclinazione ad accaparrarsi le propriet\u00e0 altrui\u201d[242]. Nel rendiconto che il rivoluzionario La Farina manda, il 12 gennaio 1861, a Carlo Pisano si legge: &#8220;Impieghi tripli e quadrupli di quanto richieda il pubblico servizio &#8230; cumulo di quattro o cinque impieghi in una medesima persona\u2026.ragguardevoli offici a minorenni &#8230; pensioni senza titolo a mogli, sorelle, cognate di sedicenti patrioti&#8221;. Lo stesso scrive all\u2019amico Ausonio Franchi: &#8220;i ladri, gli evasi dalle galere, i saccheggiatori e gli assassini, amnistiati da Garibaldi, pensionati da Crispi e da Mordini, sono introdotti n\u00e9 carabinieri, negli agenti di sicurezza, nelle guardie di finanza e fino nei ministeri&#8221;[243] .<br \/>\nDel resto, le &#8220;prime prove\u201d del saccheggio erano state fatte negli altri stati preunitari precedentemente annessi; in questi ultimi, dopo aver provocato delle insurrezioni &#8220;pilotate&#8221; che avevano provocato la fuga dei legittimi sovrani, Cavour aveva spedito dei rapacissimi &#8220;commissari&#8221; col compito ufficiale di ristabilire l\u2019ordine contro &#8220;la rivoluzione\u201d ma in realt\u00e0 con lo scopo di svuotare le casse pubbliche &#8220;per sostenere la causa italiana\u201d: &#8220;Il governo riparatore di Torino, quando ebbe realizzato i suoi disegni con l\u2019annessione rivoluzionaria degli altri Stati, si vide in mezzo a grandissime risorse..\u2026.ben presto ci si accorse del modo singolare con cui gli unitari volevano che l\u2019Italia &#8220;una\u201d fosse amministrata. Il dittatore Farini, in pochi giorni, aveva aggravato il debito pubblico di Modena e Parma di 10 milioni; Pepoli aveva aggravato di 13 milioni le Romagne e il barone Ricasoli di 56 milioni la Toscana\u201d[244].<br \/>\nCominci\u00f2 la rivoluzione anche nella toponomastica delle strade di Napoli dove venne eliminata ogni traccia dei Borbone, anche il Museo Borbonico (tra i primissimi del mondo per importanza) divenne &#8220;Nazionale\u201d; rischiarono molto anche le statue equestri dei sovrani meridionali, realizzate da Canova e poste nella piazza antistante al palazzo reale, si progett\u00f2 di cambiar loro le teste sostituendole con quelle di Garibaldi e Vittorio Emanuele. Era anche cominciata la persecuzione del clero con la confisca dei beni ecclesiastici, le incarcerazioni e l\u2019esilio dei sacerdoti che si opponevano al nuovo corso.<br \/>\nLa situazione a Napoli era, quindi, molto confusa, dopo i primi facili entusiasmi, reali o costruiti ad arte, era subentrata nella gente una diffusa insofferenza per via della completa anarchia e dei molti soprusi perpetrati dalle camicie rosse; erano frequenti molti fatti di sangue, giustificati come resa dei conti con i nemici della rivoluzione, ma che in realt\u00e0 erano spesso solo delle vendette personali (non dimentichiamo che la Camorra era stata messa da mesi ai vertici delle forze di polizia); scrisse Costanza Arconati, testimone oculare degli avvenimenti, ad un amico lombardo: &#8220;Le sciocchezze fatte da Garibaldi (definito dal garibaldino Francesco Crispi \u201dGrande anima, cervello incapace di governare un villaggio\u201d) e le prepotenze lasciate fare impunemente ai suoi militi passano il segno\u2026Napoli \u00e8 piena di uniformi garibaldine; vanno in carrozza tutto il giorno, gi\u00f9 e su per il corso a far bella mostra dei loro abiti di fantasia. Si fanno dare i migliori alloggi dal Municipio gratis\u2026insomma si rendono insopportabili causa la loro arroganza. E pensare che \u00e8 opinione generale che se duravano ancora un poco a regnare i soli garibaldini, Francesco II era di ritorno a Napoli\u2026\u201d[245]. La capitale, cos\u00ec duramente colpita, vide cessare all\u2019improvviso i suoi scambi commerciali cos\u00ec che il movimento nel suo porto divenne insignificante; seguirono fallimenti a catena delle imprese, il cantiere di Castellammare fu chiuso e le maestranze licenziate, i prezzi dei generi di prima necessit\u00e0 cominciarono a salire; gi\u00e0 un mese dopo l\u2019arrivo di Garibaldi si commentava \u201dda per tutto trovai la confessione dello sfracellamento del governo di Napoli\u2026..il prestigio di Garibaldi caduto, la popolazione desolata\u201d e quest\u2019ultima ne aveva ben donde visto che il denaro saccheggiato era dello Stato, cio\u00e8 di tutti i meridionali e dei Mille &#8220;parecchi, partiti miserabili (da Genova) sono ritornati con la camicia rossa e con le tasche piene di biglietti da mille\u201d[246].<br \/>\nIl 13 settembre furono destituiti i capi delle province del Regno, i cosiddetti Intendenti che vennero sostituiti con Governatori fedeli al nuovo regime, ai quali vennero concessi poteri illimitati. Il 17 settembre fu approvata la formula del giuramento che ogni pubblico ufficiale doveva prestare al nuovo re Vittorio Emanuele, molti aderirono al nuovo padrone abiurando il precedente che avevano servito fino a pochi giorni prima, compresi quasi tutti i rappresentanti del potere giudiziario: la Magistratura, la Corte dei Conti ed il Consiglio di Stato, che pure erano state sempre molto rispettate dai re Borbone che avevano garantito la loro massima autonomia..<\/p>\n<p>[231] &#8221; Da Palermo al Volturno, memorie di un garibaldino\u201d, Cappelli, 1974<br \/>\n[232] Memorie, Einaudi, 1975<br \/>\n[233] Paolo Mieli, in &#8220;La Stampa\u201d, domenica 9 luglio 2000, pag.19<\/p>\n<p>[234] George Mundy, La fine delle Due Sicilie e la Marina britannica, Berisio, Napoli, 1966, pag.199<br \/>\n[235] in Scritti politici e militari, ricordi e pensieri inediti, p. 524, citato da Francesco Pappalardo, op.cit.<br \/>\n[236] G.Garibaldi, Memorie, BUR, pag.367<br \/>\n[237] Alfonso Scirocco, Garibaldi, Laterza, pag.136, segnalazione fatta da Antonio Luciani su &#8220;Due Sicilie\u201d n. 5 \/ 2002, pag 12<br \/>\n[238] Giovanni Delli Franci, Cronica della campagna d\u2019autunno del 1860, A.Trani editore, Napoli, 1870, pag. 297<br \/>\n[239] Angelo Manna, &#8221; I briganti furono loro &#8220;, Sun Books, 1997, modif.<br \/>\n[240] tratti dal capitolo LI del libro di Michele Topa, Cos\u00ec finirono i Borbone di Napoli\u201d, Fiorentino, 1990<br \/>\n[241] articolo di Rossella Lama su &#8220;Il Messaggero\u201d del 26\\11\\02<br \/>\n[242] Harold Acton &#8221; Gli ultimi Borboni di Napoli\u201d, Giunti,1997<br \/>\n[243] riportate da A. Pellicciari, &#8221; L\u2019altro Risorgimento\u201d, 2000<br \/>\n[244] Pietro Cal\u00e0 Ulloa, citato da Michele Topa, op.cit., pag. 642<br \/>\n[245] Camera-Fabietti, &#8221; L\u2019et\u00e0 contemporanea\u201d, Zanichelli, 1972<br \/>\n[246] commenti riportati da Michele Topa, op.cit. pag.636<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIUSEPPE RESSA\u00a0\u00a0 (ricevuto da http:\/\/www.facebook.com\/ettore.alfieri1 ) Garibaldi, il 7 settembre, entr\u00f2 a Napoli appena 17 giorni dopo essere sbarcato in Calabria, seduto comodamente in treno, senza sparare un colpo, con pochi uomini al seguito (il resto delle camicie rosse giunse il giorno 9); dopo l\u2019arrivo alla stazione si form\u00f2 un corteo di dieci carrozze [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":292,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"advanced_seo_description":"","jetpack_seo_html_title":"","jetpack_seo_noindex":false,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[15,61],"tags":[],"class_list":["post-1696","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-giustizia","category-storia","has-post-title","has-post-date","has-post-category","has-post-tag","has-post-comment","has-post-author",""],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack-related-posts":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"builder_content":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1696","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/292"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1696"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1696\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1696"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1696"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1696"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}