{"id":1596,"date":"2011-06-07T18:39:38","date_gmt":"2011-06-07T17:39:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.palmerini.net\/blog\/?p=1596"},"modified":"2011-06-10T21:36:16","modified_gmt":"2011-06-10T20:36:16","slug":"sintesi-sul-referendu-1-perche-non-votarlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/sintesi-sul-referendu-1-perche-non-votarlo\/","title":{"rendered":"SINTESI SUL REFERENDUM 1 &#8211; PERCHE&#8217; NON VOTARLO"},"content":{"rendered":"<p>Il 31 maggio ho studiato il quesito referendario n\u00b0 1 trovandovi molte anomalie, e trovandone sempre di ulteriori anche in seguito. Per cominciare il quesito NON RIGUARDA LA SOLA ACQUA, ma riguarda invece  anche le aziende di TRASPORTI, le aziende sui RIFIUTI e tutti i servizi locali pubblici,  attualmente gestiti dai comuni o da loro aziende-consorzio.\u00a0 Gia&#8217; questo  configurava una grave stortura e anomalia dell&#8217;informazione che\u00a0\u00a0 parla  della sola ACQUA. Solo quando la mia denuncia era stata vista da circa 100.000 persone si sono decisi a cambiare gli spot pubblici.<!--more--><\/p>\n<p>Ma mentivano anche sul fatto che si tratta invece\u00a0 della\u00a0 distribuzione idrica, facendo credere che l&#8217;acqua sia stata  &#8220;privatizzata&#8221; e questo e&#8217; certamente FALSO. Si tratta di un evidente  forzatura per creare una ondata emotiva\u00a0 che di fatto occulta la  questione\u00a0 realmente coinvolta.<\/p>\n<p>Quello che il referendum intende cancellare \u00e8 l&#8217;art.23 BIS di una legge  che da una parte regolamenta il mercato dei servizi pubblici locali di  interesse economico (trasporti come metro e tram , asporto rifiuti,  distribuzione acqua, pulizie e manutenzione strade, servizi  assistenziali, ma NON energia elettrica e NON gas naturale che sono gi\u00e0  regolamentati).<\/p>\n<p>L&#8217;articolo che si vuole cancellare fa parte di una legge che ATTUA NORME  EUROPEE, ma con scelte in parte\u00a0 &#8220;italiane&#8221; perch\u00e9 \u00e8 facolt\u00e0&#8217; degli  stati di trovare una propria ricetta all&#8217;interno di ottiche comuni  europee e di legislazioni che si avvicinano. L&#8217;Italia dal 1 dicembre  2009 non \u00e8 pi\u00f9 uno stato sovrano, ma una specie di regione autonoma\u00a0  della UE.<\/p>\n<p>La UE\u00a0 disciplina la questione DEI SERVIZI LOCALI DI VALORE ECONOMICO.<\/p>\n<p>Per valore\u00a0 economico si intende il fatto che essi sono a pagamento,  quindi non sono in discussione i servizi sociali che non prevedono un  corrispettivo in base alla prestazione. Ma sono compresi i servizi a  tariffa, come\u00a0 l&#8217;acqua, i trasporti, ecc.<\/p>\n<p>Il &#8220;protocollo 26&#8221; allegato al trattato di Lisbona riguarda il &#8220;Servizi  di Interesse economico Generale&#8221; , e definisce che essi possono essere  diversi da paese a paese, cio\u00e8 di qualit\u00e0 diversa, in base a storia,  cultura e situazioni geografiche e scelte politiche, ma non di meno essi  devono essere di &#8220;qualit\u00e0&#8217;, ed ad accesso universale&#8221;.<\/p>\n<p>Principi generale che per\u00f2 delimitano le scelte del legislatore e NON POSSONO ESSERE DEROGATI perch\u00e9 di fonte sovraordinata.<\/p>\n<p>Questo tuttavia non impone n\u00e9\u00a0 che un certo Stato debba &#8220;POSSEDERE&#8221; per  esempio gli acquedotti, anzi, \u00e8 facolt\u00e0 dello stesso di vendere anche i  tubi dell&#8217;acqua, n\u00e9 che non li debba possedere.<\/p>\n<p>Quello che\u00a0 i trattati impongono \u00e8 che quando \u00e8 possibile si debba  permettere che un certo servizio possa essere svolto dai privati per\u00f2  dietro gara pubblica per l&#8217;appalto.<\/p>\n<p>La questione e&#8217; questa : COME FA UN PAESE CHE VIVE SUGLI APPALTI TRUCCATI A FAR FRONTE A QUESTI PRINCIPI?<\/p>\n<p>I trattati europei da una parte garantiscono la universalit\u00e0\u00a0 dei  servizi, ma dall&#8217;altra impongono un &#8220;avvicinamento&#8221; delle normative.<\/p>\n<p>L&#8217;articolo 23-bis che si vuole cancellare riafferma gli stessi principi europei, ma ne afferma anche\u00a0 altri 2 importanti.<\/p>\n<p>In sintesi l&#8217;art.23 BIS (che e&#8217; di 4 pagine) contiene\u00a0 3 principi:<\/p>\n<p>1-\u00a0 la propriet\u00e0&#8217; PUBBLICA DELLE RETE\u00a0 anche per il futuro, anche per i  nuovi impianti pagati dal privato, argomento specialmente importante per  la questione della distribuzione dell&#8217;acqua<\/p>\n<p>2-\u00a0 la universalit\u00e0&#8217; dei servizi, cio\u00e8 la garanzia che l&#8217;acqua (ma anche  i trasporti ) sono un bene comune garantito a tutti, come detto deriva  dai trattati europei<\/p>\n<p>3 &#8211; un limitata partecipazione delle aziende private solo dove  possibile, solo al fine di innovare le reti che restano pubbliche, solo  se europee e di paesi che rispettano la reciprocit\u00e0&#8217;, e comunque tutto  governato da BANDI PUBBLICI EUROPEI<\/p>\n<p>Il terzo principio attua le norme europee (concorrenza dove possibile)  ma in pi\u00f9 impedisce la concorrenza sleale di altri stati e l&#8217;arrivo  selvaggio delle multinazionali<\/p>\n<p>La vittoria del &#8220;s\u00ec&#8221; cancella tutti e 3 i principi, ed essendo un  referendum ABROGATIVO con il s\u00ec viene espressa la CONTRARIET\u00c0&#8217; a tutti i  principi.<\/p>\n<p>Certamente i comitati per l&#8217;acqua sono invece A FAVORE della proprieta&#8217;  pubblica delle reti, e vengono chiamati a votare il CONTRARIO DI QUELLO  CHE CREDONO.<\/p>\n<p>Quando il principio viene negato ESSO NON PUO&#8217; PIU&#8217; ESSERE APPLICATO  anche per le leggi passate e future, come nel caso del nucleare. Questo  e&#8217; il punto assolutamente non contestato nemmeno dai promotori dei  referendum<\/p>\n<p>I principi\u00a0 2 e 3 sono invece di fonte europea, e quindi\u00a0 DOVRANNO  ESSERE REINTRODOTTI PERCHE&#8217; DERIVANO DAGLI ARTICOLI 14,\u00a0 104 E 106 DEL  TRATTATO SUL FUNZIONAMENTO DELLA UNIONE EUROPEA.<\/p>\n<p>Anche se eventualmente dal punto di vista dei comitati si pu\u00f2 discutere  sulla questione delle partecipazioni, cio\u00e8 se sia tollerabile una  partecipazione al 40% dei privati nelle aziende di servi pubblici (e&#8217;  questo oggi la legge impone, almeno il 40%), non credo che essi sappiano  che PERDONO LA PROPRIETA&#8217; DEI TUBI !!!<\/p>\n<p>E comunque lo scopo di bloccare le privatizzazioni parziali e&#8217; del tutto INUTILE perch\u00e9 verranno reintrodotti per forza.<\/p>\n<p>E&#8217; infatti l&#8217;Unione Europea a imporre una parziale liberalizzazione dei  servizi, solo dove possibile e non dove il servizio deve essere  garantito a spese della collettivita&#8217;. Questo al fine di migliorare il  mercato interno, che e&#8217; la base genetica dell&#8217;Europa e di ogni civilita&#8217;  che sia durata almeno 1 secolo.<\/p>\n<p>In pratica con la vittoria del Si&#8217; , resta vero che vengono cancellate  le &#8220;GARANZIE POPOLARI&#8221; sull&#8217;acqua e sugli altri servizi pubblici  (trasporto locale, asporto rifiuti ecc) , ma rimarranno intatte le  liberalizzazioni che sono imposte dall&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Inoltre, oggi le aziende pubbliche sane possono continuare  tranquillamente a restare IN MANO AI COMUNI PER IL 60% DELLA PROPRIETA&#8217;,  e non possono essere comperate dalle multinazionali\u00a0 (si noti che la  vendita di quote ARRICCHISCE\u00a0 I BILANCI COMUNALI)<\/p>\n<p>Con la vittoria del s\u00ec verranno tolte ai comuni, e date allo Stato, che  far\u00e0 tutto un calderone. Poi per\u00f2 le norme europee imporranno lo  spezzatino e\u00a0 LE MULTINAZIONALI COMPRERANNO SOLO I PEZZI BUONI<\/p>\n<p>A mio avviso questa operazione e&#8217; potenzialmente utile solo a certi potentati:<br \/>\n&#8211; le caste politiche dei trombati e dei parassiti parcheggiate negli  enti pubblici, che prendono stipendi e pensioni da nababbi, oltre ai  loro partiti che hanno mangiato e sperperato per decenni.<br \/>\n&#8211; i comuni che sono proprietari di aziende pubbliche fallimentari : esse  verranno accorpate a quelle efficienti in una Agenzia Unica dello  Stato, perch\u00e9 la loro gestione verra&#8217; sottratta ai comuni, e si  ripagheranno i bilanci in rosso primariamente del sud con le aziende in  attivo\u00a0 primariamente del nord-est che contribuiscono al bilancio  comunale.<br \/>\n&#8211; le multinazionali, che dopo la creazione della Agenzia Unica dei  servizi potranno comperare alle aste per pochi spiccioli tutto il  baraccone, mentre ad oggi possono comperare solo le aziende FALLITE E  DEPREDATE, non certo quelle efficienti e sane.<br \/>\n&#8211; coloro che non hanno mai pagato le bollette dell&#8217;acqua, dei rifiuti ecc che si vedranno cancellare il debito.<\/p>\n<p>Chi ci rimettera&#8217; :<br \/>\n&#8211; i comuni oggi proprietari di aziende sane che andranno\u00a0 in rosso (meno introiti, meno capitale, pi\u00f9 costo dei prestiti)<br \/>\n&#8211; i cittadini che oggi fanno la differenziata , che mentre oggi lo fanno  per aziende di propriet\u00e0 comunale ( in pratica per s\u00e9 stessi), poi lo  faranno per i nuovi proprietari<br \/>\n&#8211; i cittadini di comuni con aziende locali efficienti che oggi pagano  tariffe decenti che verranno accorpate alle societ\u00e0 campane<br \/>\n&#8211; coloro che hanno sempre pagato le bollette e che si vedranno messi sullo stesso piano di coloro che non le hanno mai pagate.<br \/>\nGli approfondimenti dei singoli temi e il video di analisi della legge sotto referendum si trovano su altre pagine del sito.<br \/>\nLoris Palmerini<br \/>\nwww.palmerini.net<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 31 maggio ho studiato il quesito referendario n\u00b0 1 trovandovi molte anomalie, e trovandone sempre di ulteriori anche in seguito. 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