{"id":1036,"date":"2010-11-10T18:06:14","date_gmt":"2010-11-10T17:06:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.palmerini.net\/blog\/?p=1036"},"modified":"2010-12-15T03:25:32","modified_gmt":"2010-12-15T02:25:32","slug":"come-una-modificazione-genetica-puo-portare-unintolleranza-epidemica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/come-una-modificazione-genetica-puo-portare-unintolleranza-epidemica\/","title":{"rendered":"Come una modificazione genetica pu\u00f2 portare un&#8217;intolleranza epidemica."},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" style=\"margin: 10px;\" src=\"http:\/\/coc.ilcannocchiale.it\/blogs\/bloggerarchimg\/COC\/frumento.jpg\" alt=\"\" width=\"355\" height=\"223\" \/><\/p>\n<p><strong>I segreti della Celiachia &#8211; <\/strong>Claudia Benatti \u2013 tratto da <em>AAM Terranuova<\/em> n.193<\/p>\n<p>E\u2019 mai  possibile che la diffusione pressoch\u00e9 \u00abepidemica\u00bb della celiachia, cio\u00e8  dell&#8217;assoluta intolleranza al glutine che pu\u00f2 innescare anche gravi  patologie conseguenti, possa essere dovuta ad una modificazione genetica  approntata sul frumento? Questa ipotesi non \u00e8 nuova e su di essa si  sono spesso avventati, smentendola con ferocia, i sostenitori delle  biotecnologie e dei cibi Ogm. Ma ora, grazie all&#8217;intuizione di uno  scienziato di esperienza pluridecennale in campo medico, pare possa  arricchirsi di ulteriori dettagli, chiarendosi all&#8217;opinione pubblica.<\/p>\n<p><strong>Un frumento <em>nanizzato<\/em><br \/>\n<\/strong>Il  professor Luciano Pecchiai, storico fondatore dell&#8217;Eubiotica in Italia e  attuale primario ematologo emerito all&#8217;ospedale Buzzi di Milano, ha  avanzato una spiegazione di questa possibile correlazione causa-effetto  su cui occorrerebbe produrre indagini scientifiche ed epidemiologiche  accurate. \u00ab<em>E\u2019 ben noto che il frumento del passato era ad alto fusto<\/em> &#8211; spiega Pecchial &#8211; <em>cosicch\u00e8  facilmente allettava, cio\u00e8 si piegava verso terra all&#8217;azione del vento e  della pioggia. Per ovviare a questo inconveniente, in questi ultimi  decenni il frumento \u00e8 stato quindi per cos\u00ec dire \u201cnanizzato\u201d attraverso  una modificazione genetica<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Appare  fondata l&#8217;ipotesi che la modifica genetica di questo frumento sia  correlata ad una modificazione della sua proteina e in particolare di  una frazione di questa, la gliadina, proteina basica dalla quale per  digestione peptica-triptica si ottiene una sostanza chiamata frazione  III di Frazer, alla quale \u00e8 dovuta l&#8217;enteropatia infiammatoria e quindi  il malassorbimento caratteristico della celiachia.<br \/>\n\u00ab<em>E\u2019 evidente<\/em> &#8211; ammette lo stesso Pecchiai &#8211; <em>la  necessit\u00e0 di dimostrare scientificamente una differenza della  composizione aminoacidica della gliadina del frumento nanizzato,  geneticamente modificato, rispetto al frumento originario. Quando questo  fosse dimostrato, sarebbe ovvio eliminare la produzione di questo  frumento prima che tutte le future generazioni diventino intolleranti al  glutine<\/em>\u00bb. E non \u00e8 da escludere che sia proprio questo uno degli scogli pi\u00f9 difficili da superare.<\/p>\n<p><strong>400.000 malati in Italia<br \/>\n<\/strong>La  riconversione della produzione, una volta che questa sia entrata a  regime e abbia prodotto i risultati economici sperati, diviene impresa  assai ardua e incontrerebbe senza dubbio molte resistenze. Di qui la  probabile mancanza di interesse ad approfondire una simile ipotesi per  trovarne l&#8217;eventuale fondamento.<br \/>\nD&#8217;altra parte, nessuno ancora ha  trovato una spiegazione al fatto che l&#8217;incidenza della celiachia \u00e8  aumentata in maniera esponenziale negli ultimi anni e l&#8217;allarme non  accenna a rientrare. \u00ab<em>Mentre qualche decennio fa l&#8217;incidenza  della malattia era di 1 caso ogni mille o duemila persone, oggi siamo  giunti a dover stimare 1 caso ogni 100 o 150 persone<\/em>\u00bb, spiega Adriano Pucci, presidente dell&#8217;Associazione Italiana Celiachia. \u00ab<em>Siamo  dunque nell&#8217;ordine, in Italia, di circa 400 mila malati, di cui per\u00f2  soltanto 55 mila hanno ricevuto una diagnosi certa e seguono una dieta  che pu\u00f2 salvare loro la vita<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>In  molti sostengono che l&#8217;aumento dei casi di celiachia sia una  conseguenza del miglioramento delle tecniche diagnostiche, ma la  spiegazione non convince, appare eccessivamente semplicistica e  riduttiva. Fatto sta che, anzich\u00e9 cercare spiegazioni sulle cause, cosa  che permetterebbe di provvedere poi alla loro rimozione, la ricerca oggi  percorre direzioni opposte, ipotizzando e sperimentando ulteriori  modificazioni genetiche del frumento stesso per \u00abdeglutinare\u00bb, cio\u00e8  privare del glutine, ci\u00f2 che ne \u00e8 provvisto o \u00abimmettere\u00bb nel frumento  caratteristiche proprie di cereali naturalmente privi di glutine.<\/p>\n<p><strong>Il mistero dei Creso<br \/>\n<\/strong>A  proposito torna alla mente una questione dibattuta qualche anno fa alla  quale non \u00e8 mai stata fornita risposta e che rimane a tutt&#8217;oggi un  problema apertissimo e attuale: il cosiddetto grano Creso. Nel 1974,  all&#8217;insaputa dei pi\u00f9, viene iscritto nel Registro varietale del grano  duro il Creso. Nove anni dopo, la superficie coltivata a Creso in Italia  era passata da pochi ettari a oltre il 20% del totale, con 15 milioni  di quintali l&#8217;anno per un valore, di allora, di circa 600 miliardi di  vecchie lire.<br \/>\nDa una pubblicazione del 1984 si ricav\u00f2 poi che quel  grano era stato \u00abinventato\u00bb e sviluppato presso il centro di studi  nucleari della Casaccia (1). Nel lavoro, come ricord\u00f2 nel 2000 anche il  fisico Tullio Regge su <em>Le Scienze<\/em>, si sottolineava l&#8217;efficacia della mutagenesi e l&#8217;introduzione di nuovo germoplasma e di ibridazioni interspecifiche.<\/p>\n<p>In  sostanza, il Creso era il risultato dell&#8217;incrocio tra una linea  messicana di Cymmit e una linea mutante ottenuta trattando una variet\u00e0  con raggi X. Per altre variet\u00e0 in commercio erano stati utilizzati  neutroni termici. In che misura, per esempio, il consumo continuativo di  questo frumento pu\u00f2 avere influenzato l&#8217;organismo di chi lo ha  ingerito? Non si sa, n\u00e9 pare che alcuno voglia scoprirlo. Lo stesso  Regge si limit\u00f2 ad affermare che comunque \u00ab<em>lo hanno mangiato tutti con grande gusto<\/em>\u00bb.<br \/>\nE  se la celiachia fosse il risultato di decenni di ripetuti e differenti  interventi sulle variet\u00e0 di grano che sta alla base della maggior parte  del cibo che mangiamo? Chiss\u00e0 se a qualcuno, prima o poi, verr\u00e0 voglia  di capirlo.<\/p>\n<p>Claudia Benatti<\/p>\n<p>Note<br \/>\n\u00ab<em>Il miglioramento genetico dei frumento duro: bilancio di un ventennio di attivit\u00e0<\/em>\u00bb su L\u2019informatore Agrario, Verona 40, n. 29, 1984, di Bozzini, Mosconi, Rossi, Scarascia-Mugnozza.<\/p>\n<p>preso da http:\/\/coc.ilcannocchiale.it\/?yy=2006&amp;mm=5&amp;p=2<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I segreti della Celiachia &#8211; Claudia Benatti \u2013 tratto da AAM Terranuova n.193 E\u2019 mai possibile che la diffusione pressoch\u00e9 \u00abepidemica\u00bb della celiachia, cio\u00e8 dell&#8217;assoluta intolleranza al glutine che pu\u00f2 innescare anche gravi patologie conseguenti, possa essere dovuta ad una modificazione genetica approntata sul frumento? Questa ipotesi non \u00e8 nuova e su di essa si [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":292,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"advanced_seo_description":"","jetpack_seo_html_title":"","jetpack_seo_noindex":false,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[60],"tags":[],"class_list":["post-1036","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-alimentazione-e-salute","has-post-title","has-post-date","has-post-category","has-post-tag","has-post-comment","has-post-author",""],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack-related-posts":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"builder_content":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1036","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/292"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1036"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1036\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1036"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1036"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/palmerini.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1036"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}